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La dimensione pubblica del privato nell’era di internet

Non mi capita spesso di tirare le quattro in chat, anzi quasi mai, ma forse ieri un buon motivo c’era. A parte i tre quarti di discussione impegnati a discettare di amenità e ammennicoli, alla fine non so perché o per come io e la mia interlocutrice ci siamo imbattuti su un tema tanto affascinante quanto insondabile: la dimensione pubblica del privato al tempo di internet. Già nell’ossimoro tra pubblico e privato sta tutto quanto l’interesse che circonda questo tema quanto mai attuale. Un tempo non lontano il privato era tutto quello non svelato, quello omesso e strettamente personale. Nulla del privato doveva essere messo “in piazza”, al pubblico dominio. I diari erano personali anzi qualcuno addirittura li nascondeva, persino le lettere erano custodite gelosamente, dei sentimenti si faticava a parlarne se non con amici strettissimi e di vecchia data. Mentre invece oggi assistiamo all’esatto contrario, ad incominciare dai diari che sono diventati di pubblico dominio, ma anche dei sentimenti non si fa più mistero. La gente è disposta a raccontarsi e raccontare i propri pensieri, le proprie emozioni e persino le delusioni più cocenti. Tempo fa ho letto alcuni post di un uomo che non faceva mistero delle corna ricevute dalla moglie. In altre epoche la virilità offesa sarebbe stato segregata in fondo al cuore del disgraziato, adesso forse diventa una nota più o meno felice nel proprio curriculum sentimentale. C’è tuttavia qualcosa di ancora sotterraneo che la gente stenta a portare alla luce, ma non si tratta dell’estrema volontà di tenere riservate certe cose, bensì del pudore nel dirle, della paura del giudizio altrui. Ci sono cose per le quali proviamo imbarazzo o che comunque pensiamo possano arrecarci un qualsivoglia danno. Ma anche questa barriera presto o tardi cadrà.


  1. 30 Agosto 2008 alle 18:57 | #1

    Accidenti…in chat fino alle 4!?!? Doveva essere davvero interessante la cosa…bene, allora pubblica tutto :-) e conferma la tua bella tesi ;-)

  2. l’interlocutrice
    31 Agosto 2008 alle 00:55 | #2

    insomma … un po’ era interessante e un po’ no, ma in fondo si potrebbe perfino pubblicare il log, nessuno si divertirebbe più di tanto
    solo che Vergara mi sembrava meno ottimista sulle possibilità di sfondare il muro del giudizio, anche in futuro…
    però magari era l’effetto delle quattro…
    :)

  3. Maurizio
    31 Agosto 2008 alle 12:39 | #3

    Credo anch’io che la barriera del pudore si innalzi davanti alla possibilità del giudizio altrui: magari il marito cornificato ritiene che l’infedeltà sia ormai accettata dai suoi interlocutori, e non prova vergogna dei loro giudizi, anzi li ricerca per ricevere compassione.

  4. l’interlocutrice
    31 Agosto 2008 alle 15:29 | #4

    sì, ma il discorso riguardava in generale la trasgressione, ed era cominciato dalla cocaina: scriveresti che ti sei fatta la coca? poi, ovviamente, è arrivata anche la trasgressione sessuale, la dicibilità delle “stranezze” (ma pure della omosessualità).
    e qui non c’entra molto il “pudore”.

    se togli dal campo la questione dell’outing per i gay (che è un po’ più complessa), per il resto — secondo me — è solo che siamo tutti almeno un po’ cattolici: si fa ma non si dice…

    Per capirci. Della serie ti piace a tre? ti piace guardare tua moglie con un altro? due donne? eccetera.
    In realtà pure a me (un po’) o mi piace un’altra variazione sul tema, ma si dice solo in certi contesti, e magari dopo un po’ di alcol o altro allentatore dei freni inibitori.
    I blog medi non sono (ancora?) posti così…

    il pudore poi, se mai, riguarda invece i sentimenti
    ma insomma, così diventa troppo complicato, e in fondo trattavasi di chat, cazzeggio (in tutti i sensi), notturno …

  5. 1 Settembre 2008 alle 12:22 | #5

    Va a letto prima che ti scoppiano gli occhi ;-)

  6. l’interlocutrice
    1 Settembre 2008 alle 12:34 | #6

    :-) :-) :-)
    no, grazie,
    xeena…

  7. 4 Settembre 2008 alle 11:18 | #7

    Caro Antonio,
    hai scritto un post molto interessante e proprio in questo periodo io pensavo alla stessa cosa (se lo scriverò anche io poi non pensare che ho copiato :)

    I miei nipoti, adolescenti che conosco, etc., hanno tutti un bisogno di esibire con myspace i fatti loro, e non solo gli adolescenti e la cosa bella che te lo dicono “zia, vieni a leggere!”.

    cacchio io, all’epoca, sarei fuggita in esilio se mi beccavano il diario che tenevo con una certa regolarità!!

  8. 4 Settembre 2008 alle 12:11 | #8

    Scrivo commenti, ma non entrano?
    Puoi controllare? Grazie

    Morosita

  9. 5 Settembre 2008 alle 19:19 | #9

    eri finita nello spam :)

  10. 7 Settembre 2008 alle 01:31 | #10

    I know… :(

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