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Sensi d’iniquità

Costantino Rozzi

Costantino Rozzi

Sono rimasto abbastanza stupito dallo spazio destinato dai giornali e dai media alla morte di Franco Sensi. Certo a Roma è stato idolatrato dall’amministrazione di destra populista che ha messo a disposizione persino il Campidoglio come camera ardente, e i tifosi hanno imbracciato bandiere e intonato cori da stadio e contestazioni ai nemici giurati di un tempo, tra i quali Galliani e Moratti. Però le paginate sui giornali francamente non me le aspettato. Neppure per la morte di Andrea Pininfarina avevo assistito a tutto questo, eppure si trattava di un imprenditore che ha esportato il design italiano nel mondo, morto poi in una mattinata d’agosto quando andava a lavoro in vespa mentre i suoi colleghi di stavano spaparanzati sugli yacht in Sardegna. Sensi non è stato glorificato per i suoi meriti industriali bensì per quelli sportivi, per la passione che ha profuso come presidente e che lo ha portato anche a dilapidare il proprio patrimonio personale. Ma Sensi non è stato l’unico presidente tifoso. Ricordo, per esempio, Romeo Anconetani del Pisa e il mitico Costantino Rozzi dell’Ascoli. Quando morirono i giornali ne diedero notizia normalmente. Si vede proprio che Roma è caput mundi.

  1. 22 Agosto 2008 alle 10:28 | #1

    beh sai come si diceva al tempo dei romani, no?

    panem et circensem .. i giornalisti pubblicano ciò che vende, non pubblicano la notizia, lo scoop o che so io per quale altro motivo.

    In tal senso, spiaccicare il bel faccione di sensi su tutte le prime pagine ha assicurato loro la vendita di qualche centinaia di miglia di copia in + …

    pace

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