Sconcertante Scajola
Claudio Scajola è un personaggio sconcertante. Assodato che non è uno stupido e nemmeno così fesso da pronunciare sciocchezze di proposito proprio davanti a una platea di giornalisti col microfono spianato, si deve propendere per giudicarlo semplicemente affetto da momenti di follia. Capitò già ai tempi in cui era ministro dell’interno, quando disse di Marco Biagi che era solo uno che voleva farsi rinnovare il contratto di consulenza. Berlusconi fu costretto a cacciarlo e quando ha rivinto pochi mesi fa, memore di quella maldestra sortita, lo ha dirottato in un posto dove non potesse fare molti danni: ministero delle attività produttive. Ma berlusconi ha sottovalutato la natura vanitosa ed egocentrica di Scajola, che lo porta sempre su sentieri molti scivolosi. Come ieri, nel corso dell’inaugurazione di una nuova centrale elettrica a Civitavecchia, il ministro ligure pronunciando il suo discorso, dice: questa centrale ci è costata molti sacrifici e qualche vita umana. A differenza del caso Biagi, stavolta Scajola non ha smentito di averlo detto ma si è affidato al consueto equivoco giornalistico. Forse non sarà cacciato come l’altra volta, ma la domanda è: può uno affetto da momenti di follia fare il ministro?















stavolta però il caso non mi pare cosi grave, una frase infelice può capitare… infelice nel senso che ci si esprime male..
Il caso di Biagi invece era proprio tremendo…
E’ il tipico modo di pensare della classe imprenditoriale e, visto che questo Governo tendenzialmente “simpatizza” per questa categoria di persone il Ministro non poteva fare altro che sostenere questa linea di discorso. Operai morti, infortuni vari, fanno parte del budget di spesa previsto per la costruzione di un’ opera… se solo si investisse maggiormente in sicurezza, facendo la dovuta prevenzione, informando e formando i lavoratori, questa “nota di spesa” potrebbe essere eliminata, ma si sa che così non è… per gli imprenditori e per i loro simpatizzanti, la sicurezza dei luoghi di lavoro è solo un gravoso adempimento burocratico. Meglio non investire in questa direzione e “correre il rischio” di una ispezione( visto la scarsità del personale e dei fondi che fruiscono gli enti ispettivi, vi è una probabilità ogni 33 anni che un ‘impresa sia ispezionata) oppure di “inciampare” in qualche infortunio più o meno grave.