Da TeleKabul a TeleSaccà
Se un alto dirigente della tv di Stato di una qualsiasi nazione fosse stato sorpreso a trescare con il proprietario delle aziende concorrenti, sarebbe stato cacciato seduta stante e nessuna tv, nessuna società o imprenditore avrebbe mai più lavorato con lui. Questo in una nazione che non fosse l’Italia, perché Saccà non sarà licenziato dalla Rai, nonostante tutto quello che è venuto fuori dalla sua cornetta telefonica.
Il CdA ha respinto la proposta di licenziamento grazie soprattutto ai due astenuti, tra i quali il non più mitico Sandro Curzi (teoricamente rifondazione comunista). L’ex direttore del tg3, ribattezzata tele kabul, ha di fatto salvato il posto a Saccà. È proprio vero: il potere cambia le persone.
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stasera cìera curzi da “La zanzara” su radio24. Ha cercato di giustificare la sua astensione, ma non mi è sembrato molto convincente… Hai ragione tu, in un paese serio uno come saccà sarebbe cacciato a pedate nel sedere, in Italia lo reintegrano! Quanto al potere: il potere corrompe, un potere grande cocorrompe in proporzione