Il Pd deve epurarsi
Sono perfettamente consapevole che la questione della scelta del gruppo europeo non rivesta un’importanza centrale nella politica del Pd, ma è sicuramente la cartina di tornasole del partito guidato da Veltroni. Su ogni tema di una certa rilevanza il partito stenta a prendere una posizione unitaria. Molti sostengono che le culture all’interno sono incontaminabili, e dunque ognuno resta ancorato al proprio passato ideologico. Altri, in maniera più cinica, parlano di un’opposizione sistematica per scalzare l’attuale leader Veltroni. Forse sono vere entrambe. Lo scontro è acuito poi dal pessimo esito elettorale: il partito non solo non ha guadagnato ma ha addirittura perso. Lecito dunque mettere in discussione Veltroni, ma sarebbe senza dubbio sbagliato solo lontanamente pensare al ritorno di Ds e Margherita. È fondamentale, tuttavia, che il partito adotti una politica unica, scegliendola anche a maggioranza, essendo consapevole che molti l’abbandoneranno ma sapendo che da quel momento in poi dritta sarà la strada. La logica del tenere tutti assieme, ottemperando le diverse visioni, è un fardello che il Pd non può più permettersi.















Questa discussione era ampiamente prevedibile, ma io mi chiedo: che vuol dire aderire al PSE?
beh è una scelta di campo importante.
È fondamentale, tuttavia, che il partito adotti una politica unica, scegliendola anche a maggioranza, essendo consapevole che molti l’abbandoneranno ma sapendo che da quel momento in poi dritta sarà la strada. La logica del tenere tutti assieme, ottemperando le diverse visioni, è un fardello che il Pd non può più permettersi.
Questa non era esattamente il discorso che già avevano fatto prima delle elezioni, quando Veltroni disse “Io corro da solo”?
Se tale scelta era già stata fatta allora, qual è il problema adesso?
all’epoca era una scelta obbligata ma adesso emergono troppi distinguo.
Ogni occasione è buona in un partito senza organizzazione e senza una identità manifesta per far emergere l’unica caratteristica, il leaderismo.
Leader magari della più infinitesimale delle 14.000 correnti.
@bruno
senza organizzazione proprio no
sull’identtà la cosa si fa più complicata
ma il partito in cui milito è il più organizzato tra quelli che ho avuto il piacere (o il dispiacere) di conoscere nella mia attività politica
leaderismo
bah io non ci vedo nulla di male
al pd mancano le idee e gli uomini forti
però faccio gentilemnte presente che queste sono cose che non si trovano sotto i cavoli
“La logica del tenere tutti assieme, ottemperando le diverse visioni, è un fardello che il Pd non può più permettersi”
le idee forti
quelle che riescono a parlare aldilà dei propri seminati (al centro, a sinistra, sopra, sotto… de fianco) non sono la media ponderata del già esistente
e non penso proprio che rutelli, fassino, dalema, bindi e co. possano essere coloro su cui scommettiamo.
il problema però è che continuo a non vedere grandi promesse in arrivo
p.s. spero che nessuno pensi che sia possibile ricandidare veltroni tra 5 anni…
@claudio alberti
un partito grande
che si candida a governare il paese non può aderire ad un gruppetto misto
o a qualche gruppetto ridicolo/inutile
in europa ci sono due aggregazione che contano e che fanno la differenza
pse/ppe
che si decidano
non è colpa mia se i popolari sono più afifni a berlusconi (e a fini…) che agli ex popolari come bindi e co.
non è il nome
ma la sostanza che conta
Ho detto circa un anno fa che dalla fusione di due partiti con all’interno 3 correnti, si sarebbe dato vita ad un partito con 6 correnti… Devo dire che non ci voleva uno stratega della politica…
I distinguo ci sono e continueranno ad emergere… perchè si fondono i partiti non le culture!