Non ho mai avuto simpatia – e l’ho detto più volte – per certe manifestazioni come il gay pride. Non trovo di alcuna utilità sfilare con una parrucca viola e il culo di fuori. D’altra parte non esiste un etero pride, perché dovrebbe esserci uno omosessuale? La sessualità è un fatto privato, per me. A volte il difetto più grave degli omosessuali è quello di auto-relegarsi in una piccola porzione di società. E tuttavia è vero, però, che la parità di cui parlo non c’è mai stata, o comunque non si palesa in tante situazioni. Forse il gay pride è proprio una provocazione, un modo per mostrarsi alla società più bigotta e settaria. Il ministro per le pari opportunità, che in queste ore sta avversando il gay pride di Roma, se vogliamo fa un ragionamento alto. Dal suo punto di vista, cioè quello di un dicastero proprio deputato alla parità, non c’è alcuna discriminazione per gli omosessuali e dunque è inutile patrocinare e anzi far svolgere la classica sfilata carnascialesca omosessuale. Ma la Carfagna sbaglia e di grosso pure. Al riguardo ci sono tre belli interventi che vi riporto. Il primo è un articolo di Natalia Aspesi, il secondo è la risposta della stessa Ministra e in ultimo un bel post di Antonella Beccaria.

30 maggio 2008 


neanche a me piacciono i gay pride per i motivi da te citati (ne ho scritto più volte, anche se causa aggiornamento di wp i post sono spariti!)
quanto alla carfagna…no comment!
Un po’ di colore e goliardia, perchè non dovrebbero piacere?
Alla fine sono manifestazioni che servono ai gay per mostrarsi all’opinione pubblica come pacifici esseri umani, non come mostruosi pervertiti magari pure pedofili come pensano certi cattotalebani.