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Se le veline devono decidere della coscienza degli altri

carfagna 

Se non fosse per la drammatica situazione di Alitalia, questa campagna elettorale sarebbe stata tutta imperniata sui temi cosiddetti eticamente sensibili. Lo spariglio di Ferrara ha condizionato l’agenda elettorale di Veltroni e Berlusconi, che così hanno anche evitato di prendere posizioni troppo precise sui problemi italici. I meeting di Berlusconi non stupiscono più e l’ottimismo è il sale della vita di Veltroni ha lo stesso effetto di una tanica di camomilla. La gente non vuole promesse (Berlusconi) o rassicurazioni (Veltroni) ma vuole tornare a crederci.

Tornando al tema etico, Filippo Facci, giornalista de Il Giornale e Berlusconiano senza ipocrisia, ma anche uno poco giornalista – il che è un complimento, lo capirete leggendo quello che scrive nel post -, giustamente critica i magister chiamati a dettare la linea del Pdl.

Nel Popolo della libertà, circa i temi eticamente sensibili, si è formato un gruppo di lavoro composto da Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella, Mara Carfagna, Barbara Saltamartini e Alfredo Mantovano. Questo gruppo ha tenuto una conferenza stampa che ho riascoltato più volte.
L’esistenza di una pluralità di opinioni «etiche» in una stessa parte politica, in sostanza, è stata denigrata, e con essa quella libertà di coscienza che il liberista Silvio Berlusconi ha tuttavia sempre avallato. Liquidando eventuali «scarti di coscienza individuale», il gruppo ha parlato di «visione antropologica condivisa» e quindi di soluzioni, le loro, che «valgono per tutti gli aderenti al Pdl».
Ecco, vorrei sapere su quali fonti si basi la loro valutazione: chi ci assicura, ossia, che l’elettorato del Pdl la pensi come loro a proposito per esempio della contraccezione («promuove una cultura dell’aborto») o del testamento biologico («il nome gentile dell’eutanasia»).
L’opinione degli elettori su certi temi sociali ed economici è arcinota, ed è fondata su fonti plurime, non ultimi studi e sondaggi. Non vorrei che sui temi eticamente sensibili, mi permetto, il gruppo di lavoro volesse orientare l’elettorato anziché recepirlo: aver parlato con due o tre associazioni non è sufficiente. Scusate, ma la questione non è di poco conto. (via Macchianera)

One Response to “Se le veline devono decidere della coscienza degli altri”

  1. il facci mi sta …… da quello scherzetto che ha archittetato in rete

    comunque ho scoperto ora che persono milly d’abbraccio si candida..alle comunali…

    non ci sono parole

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