Il necrologio di Mastella
Sembrava sparito dalla circolazione, invece oggi è tornato ad occupare tutte le prime pagine dei giornali. Clemente Mastella da Ceppaloni, il boia del Governo Prodi, prima di spirare (politicamente) ha avuto l’ultimo sussulto d’orgoglio: andranno soli. Che bellezza.
Dal suo blog tuona: “Siamo nella campagna elettorale più difficile e complicata degli ultimi anni. Si vota con un vecchio sistema elettorale ma in realtà, di fatto, si fa credere agli elettori che il sistema è cambiato. Novità ce ne sono e la novità è che si vuole schiacciare mediaticamente ogni piccola formazione”. Lettura perfetta della situazione. La rivoluzione veltroniana, oltre a provocare la riorganizzazione del centro sinistra – diviso ma almeno più coerente -, ha imposto scelte analoghe anche a Berlusconi. Il vecchio “patto tra gentiluomini”, che avevano sottoscritto Berlusconi e Mastella, non potrà più essere assecondato. Per tanti motivi: l’elettorato del cavaliere non vuole Mastella, non lo vuole Fini, e nemmeno Berlusconi stesso vuole dare troppo “peso” all’Udeur in una futura maggioranza.
Chiusi i rapporti con il Pd, dopo lo strappo con Berlusconi a Mastella non restava che accettare la lauta offerta, che prevedeva la gentile concessione di 3 seggi nelle due Camere, ovviamente correndo nella lista unica. A conti fatti sarebbe pure convenuto all’Udeur, alle prese con enormi guai giudiziari che hanno cancellato e spaccato la comitiva in Campania. Allo stato corrente, l’Udeur dovrebbe (uso il condizionale perché non ho ben presente la legge elettorale al Senato, che potrebbe assegnare dei seggi su base regionale) restare fuori dal Parlamento. E allora le prime pagine di oggi assomigliano sempre più ad un necrologio.
















A volte la politica è crudele, altre è in Clemente.
buona questa
che se lo meriti non c’è dubbio anche se per Madre Mastella non dimentichiamocelo le vie del Signore sono infinite