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Milleproroghe o millescandali?

Nel clima da campagna elettorale è passato quasi sotto silenzio l’approvazione del Senato del cosiddetto  decreto “mille proroghe”, approvato con voto bipartisan. La Voce.info ne chiarisce i punti salienti, o meglio scandalosi.

Il decreto milleproroghe, approvato con l’accordo di maggioranza e opposizione contiene una serie di misure ad personam o a favore di specifiche lobby. Ecco qualche esempio illuminante. Chiediamo l’aiuto dei lettori nello scoprire altri favori occulti introdotti nell’ultima legge che sarà varata da questo Parlamento.
Con la caduta dell’obbligo di concentrazione degli scambi nei mercati regolamentati, mietono successi le Multilateral trading facilities. Sulla piazza milanese, però, stentano ad affermarsi. Cresce il credito al consumo e una direttiva europea impone informazioni che rendano gli utenti consapevoli dei costi. Bene, ma si poteva fare di più.
Se i prezzi dei carburanti delle diverse compagnie tendono a convergere, significa che ci sono accordi collusivi o che c’è un mercato perfetto, senza asimmetrie informative? L’Antitrust sembra scegliere la prima spiegazione. Tra i lasciti di Walter Veltroni come sindaco di Roma, l’accordo con i tassisti è tra i più discutibili. Ha aumentato il numero di licenze di taxi e in cambio ha concesso un forte aumento delle tariffe. Una analoga esperienza nel Regno Unito mostra che il risultato può essere negativo.
Quando si parla di riforme istituzionali tutti sembrano d’accordo sull’organizzazione federale dello stato. Ma secondo quale modello? Importante che siano condivisi alcuni punti fermi.

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