Bassolino e le lacrime di coccodrillo


BASSOLINO-IERVOLINO

L’unico passaggio che condivido è quando scrive che l’emergenza rifiuti si è accompagnata all’opposizione di “comitati civici, ambientalisti fondamentalisti, vescovi che predicavano contro i rifiuti-demonio, disoccupati organizzati, esponenti del centrodestra e del centrosinistra che si mettevano a capo dei cortei a caccia di consenso”.

L’altra parte della lettera di Bassolino su Repubblica di oggi la trovo imbarazzante. Drammaticamente vittimista, dimessa. Scaricare, o premurarsi di condividere, le responsabilità con altri non aiuta la sua causa. Bassolino è politicamente finito, e con lui anche tutto il centrosinistra. D’accordo, la questione non è mai stata facile da risolvere, però il Governatore – così definito da quando i Presidenti di Regione hanno ottenuto ampi poteri– ha avuto la fortuna di incrociare per due volte un Governo nazionale amico, ha avuto dalla sua – e per lunghi anni – un’incontrastata forza elettorale, eppure non è riuscito a cavare un solo ragno dal buco.

Se almeno questo grido di impotenza lo avesse levato molto prima, forse qualcuno avrebbe capito.

6 Risposte to “Bassolino e le lacrime di coccodrillo”

  1. Ma con quale coraggio un uomo ,potente come lui,oggi si permette di fare la vittima e non si lacera ,invece,le vesti per avere ridotto una città in quell condizione che definire imbarazzante è quasi un eufemismo?
    E i soldi ottenuti dalle banche,dove suo figlio lavora,non ricordo in che veste,per lo smaltimento dei rifiuti che fine hanno fatto? a chi ha dato conto di quel fiume di denaro?.
    E dove sta l’orgoglio di un governatore quanto si mostra al mondo un orrore come è diventata NAPOLI?
    e i napolitani,oltre che cantare “o sole mio” dove hanno seppellito la loro dignita,il loro orgoglio,la voglia di mostrarsi e la esigenza di condurre una vita salubre,per loro,i loro figli e tutti i discendenti?
    Ma che si smuovano,vadano a fare barricate al comune ed alla
    regione,facciano sentire la loro voce,reclamino i loro diritti e smettano di farsi amministrare ,come gia da troppo tempo succede,da quelle “persone” che hanno ampiamente dimostrato di essere solamente inefficienti e fallimentari.
    Non dico niente sulla Iervolino perchè già il ricordo della sua voce querula mi dà il voltastomaco.
    sefirot2

  2. i rifiuti di napoli, “provinati” in umbria, hanno causato il blocco dell’inceneritore di terni!

  3. Di questa vergogna ne stanno parlando un sacco di giornali esteri.
    Dici bene quando sostieni che Bassolino è politicamente finito, a meno che non lo “riciclino”, cosa che penso faranno.

  4. ho una pessima opinione su bassolino
    …cmq, di questi tempi, sarebbe difficile averne una diversa

    però mi sembra incredibile che questo scatafascio sia solo colpa sua
    io non ho mai visto una cosa del genere
    eppure anche nel resto d’italia ci sono amministratori pessimi (come ci sono amministratori ottimi)

    e antonio mi chiedo…
    ma è effettivamente vero che i cittadini non vogliono discariche e termovalorizzatori?
    mi sembra incredibile arrivati a questo punto

    p.s. personalmente penso che uno dei grandi mali è quello di governare troppo a lungo
    la democrazia impone che ogni tanto ci si dia il cambio
    anche perchè se si governa troppo a lungo significa che si è portato il compromesso ad un livello non più accettabile
    (valeva per la democrazia cristiana e vale anche per bassolino e co.)mi sa che farebbe veramente bene al centrosinistra un po’ di anni di opposizione, sperando in un profondo ricambio della classe dirigenziale

    p.p.s. consiglio comunque anche la lettura del post odierno di gad lerner
    http://www.gadlerner.it/?p=223

  5. Condivido, Antonio.
    Bello anche il post di Teresa:
    http://makia.ilcannocchiale.it/post/1740100.html

  6. X Laura TS
    Le popolazioni campane non vogliono più discariche e quindi termovalorizzatori per il semplice motivo che chi ha avuto la geniale idea di scegliere i luoghi di queste discariche (commissari straordinari) non si è mai reso conto di “dove” le ha fatte e “dove” voleva farle.
    Le discariche esistenti, chiuse, riaperte, richiuse e riaperte decine di volte in questi anni, insistono in territori ove a distanza di poche decine di metri ci sono campi di coltivazione di ortaggi e frutta, lambiscono corsi d’acqua per l’irrigazione agricola e sono a quasi diretto contatto con gli abitati dei paesi e frazioni di esse.
    Omai l’inquinamento del sottosuolo campano, senza voler fare del terrorismo spicciolo ma solo per dire la verità accertata, è allo stadio di “non ritorno”.
    Le falde acquifere seriamente compromesse.
    Le coltivazioni e i campi di pascolo sono un foraggio mortale.
    I milioni di eco-balle, che eco non sono, raccolte in sorte di città spettrali egiziane, si stima che saranno degradabili in 40 anni come minimo.
    Ecco perchè la gente si ribella, non c’è altro motivo che questo!
    Le scelte scellerate non sono solo dei vari commissari straordinari che si sono succeduti, ma anche degli amministratori locali che non sanno dove aprire discariche e sversatoi provvisori, poichè il 70% del territorio campano è interessato da colture anche di pregio, il resto è dato dalle coste e dai centri urbani.
    Un esempio su tutti, per farti capire perchè in Campania ci si ribella: ho saputo con certezza dell’idea di un Ente campano di individuare una discarica in prov di Avellino, a pochissime centinaia di metri dal Comune di Tufo, in una zona agricola dove si coltivano viti pregiate DOC, DOCG, DOP ,conosciute in tutto il mondo: Aglianico, Greco di Tufo, Coda di Volpe…
    In una economia già di per sè difficile come quela campana, perchè finire di ucciderla con queste insane idee?

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