Caso Rai-Mediaset, cronaca di uno scandalo annunciato
La bufera intorno alle intercettazioni dei dirigenti di Rai e Mediaset, che ho subito commentato in maniera piuttosto lapidaria, non è nulla che non si potesse già immaginare. Metti un proprietario di tre tv a Palazzo Chigi ed ecco che ti ritrovi le reti unificate. Nemmeno ora che c’è Prodi – va detto – a capo del Governo, in Rai le cose sembrano andare meglio. D’altra parte il potere politico, di destra e sinistra, condiziona (termine forte? Ok indirizza) l’informazione a suo piacimento. Persino quello Finanziario ha capito che avere qualche giornale di famiglia può tornare utile. Non è un caso che nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, il nostro giornalismo si trova sempre nelle retrovie. Detto questo, mi trovo assolutamente concorde con le parole usate da Articolo 21.
Update ore 20.35 – 22 nov:
È buffo osservare come nelle reazioni, a parte quella di Berlusconi che subito l’ha buttata in politica per bloccare qualsiasi riforma, la più singolare sia quella di Fini. Secondo il leader di An non è vero che ci sono iene e sciacalli contro Berlusconi, anzi è necessario rivedere il sistema. Beh, Fini dimentica che anche AN ha partecipato alla lottizzazione della Rai, ma soprattutto che la legge che regola il sistema radiotelevisivo è stata fatta proprio dal suo partito. Dopo l’abiura per la legge elettorale adesso anche quella per la legge Gasparri?














A dire il vero non capisco tutto questo scandalo. La responsabile dei palinsesti RAI era l’assistente personale di Berlusconi: cosa ci si aspettava?. Piuttosto… dove erano i giornalisti RAI quando lei è stata nominata? Il vero scandalo è che, naturalemnte, nulla cambierà perchè, diciamoci la verità, a tutti, in RAI, fa comodo così.
Paolo
credo che la RAI da sempre manipola l’informazione
di peggio ora che lo faceva d’intesa con la concorrenza
è questo deriva dall’anomalia berlusconiana.
Ora qualcuno dirà che odio SB, ma non si è mai visto che un tycon dell’informazione sia anche in politica.
E’ come se Murdock si candidasse a presidente degli Stati Uniti