Lo Stato la vera mafia
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Lo so, arrivo lungo sull’argomento ma avevo deciso di non occuparmi più delle sortite di Grillo. Tuttavia, in questo caso, mi pare che la gravità delle affermazioni imponga un nuovo commento. In una conferenza stampa presso il Parlamento Europeo, dove si è recato assieme ai suoi sodali tra cui Marco Travaglio (uno che lavora per la Rai e ne parla pure male), il comico genovese ha definito lo “Stato come la vera mafia”. “L’Italia non dovrebbe più mandare contributi alle Ue e loro non dovrebbero mandarne a noi”, poi ha detto. Il tono qualunquistico è quello purtroppo già conosciuto, tocca però dire che Grillo si è recato a Strasburgo ospite della stessa Ue. Il viaggio, l’albergo e la cena gli è stato pagato con i soldi della comunità europea. La storia di Grillo è intrisa di contraddizioni e questa non causerà ulteriori danni d’immagine. Li causerà invece al Magistrato De Magistris. Anche lui, infatti, era nella carovana di Grillo. Francamente da un magistrato della Repubblica ci si aspetterebbe la difesa dello Stato quando qualcuno lo definisce la vera mafia. Così non è stato e vien da sé che il CSM ha aperto un nuovo procedimento contro il giudice napoletano. Anche Mastella ha deciso di passare alle vie legali, dopo che grillo lo ha paragonato al tritolo di capaci.
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Fino a qualche tempo fa mi piaceva molto Grillo, quando punzecchiava su certe situazioni tutte italiche.
Ora però si è fatto prendere la mano, ed è pronto a dire tutto e il contrario di tutto.
Su Travaglio, no comment.
Su De Magistris, forse farebbe meglio a usare il suo tempo per lavorare come dio comanda.
Se ritiene che l’Italia sia in queste condizioni e che non ci sia nulla da fare, tanto vale che si dimetta e vada a zappare la terra.
nonvogliosaperlo, nonvogliosaperlo, nonvogliosaperlo
Non mi posso incazzare, chè ho già la pressione alta.
Non mi stupisce affatto. Grillo ha partecipato anche alla Notte Bianca di Napoli e il suo ritardo nel salire sul palco, perché pretendeva di prender visione della ricevuta del bonifico (=questione di soldi), ha generato il ritardo di oltre un’ora del suo spettacolo.
Quando la piazza era piena da morire (chi c’era lo ricorderà), la Prefettura ha imposto lo stop a 15′ dalla fine e lui ha parlato di censura per sé e Zanotelli, ben sapendo il vero motivo. Tant’è vero che lo stesso Marco Demarco, direttore del quotidiano che raccolse il suo lamento, il Corriere del Mezzogiorno, in un editoriale si chiese poi come fosse stato possibile che uno come Grillo avesse in pratica acettato una censura senza batter ciglio.
Questo è Grillo: uno che ha indovinato una giusta azione di marketing aziendale e visto così lievitare spropositatamente il suo cachet negli ultimi tre anni.
Mammamia, ma è possibile che sia così viscido? Non ha il timore di cadere rovinosamente senza possibilità di rialzarsi?
se hai centomila persone disposte a seguirti ovunque il delirio d’onnipotenza è scontato.