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I teppisti, la sinistra radicale e il senso dello Stato

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Le polemiche intorno alla morte di Gabriele Sandri sono ancora roventi come le auto incendiate nei pressi dell’Olimpico di Roma. Il presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, nel corso di una trasmissione radiofonica ha invocato meno uso delle armi. Gli hanno subito fatto eco gli affini esponenti della sinistra radicale come Paolo Cento (verdi) e Oliviero Diliberto (PDCI). Tutti hanno chiesto che si faccia chiarezza sulla dinamica del tragico e fatale omicidio, auspicando un’indagine senza ombre e senza reticenze. Ma nessuno, però, ha ripreso l’attacco allo Stato che è stato sferrato ieri sera nella capitale. Il senso dello Stato è una materia sconosciuta per la sinistra estrema. Parimenti il capo della Polizia e il Ministro dell’Interno ieri hanno manifestato tutti i lori errori nel governare l’ordine pubblico. Quale democrazia avrebbe consentito l’accaduto di ieri? Quale Polizia non avrebbe mosso un muscolo mentre tiravano molotov sui propri commissariati? A Londra solo a mostrare il dito medio ad un poliziotto vieni impacchettato e spedito sotto processo per direttissima.

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È comprensibile la costernazione e l’imbarazzo per l’errore di un poliziotto che ha tolto la vita ad un giovane senza colpa alcuna ma resta inspiegabile il “basso profilo” tenuto dalle forze dell’ordine nella giornata di ieri. A Bergamo gli stessi tifosi che avevano sfondato una barriera e provocato la sospensione della gara Atalanta – Milan sono tornati pacificamente a casa. A Roma altri teppisti transennavano ponte Milvio per agire indisturbati nei loro crimini. Il calcio andrebbe chiuso, sostiene il Ministro per lo Sport Giovanna Melandri. Ma che senso avrebbe? Chiudere il calcio farebbe magicamente scomparire questi teppisti? E perché le persone perbene dovrebbero subire le conseguenze di alcuni delinquenti? Perché i cittadini dovrebbero sobbarcarsi in tasse la domenicale smobilitazione delle forze dell’ordine, i danni provocati a strutture pubbliche, treni e quant’altro? Scappare dai problemi è quello che riesce meglio alla sinistra. L’Italia non ha bisogno di leggi, ma di uomini che sappiano applicarle. Se la sinistra – “questa” sinistra – vuole ancora coltivare gli ideali con lo scrupolo della repressione si faccia da parte e lasci il destino dell’Italia ad altri.

 

 

  1. 12 Novembre 2007 alle 19:19 | #1

    nemmeno il decreto pisanu aveva funzionato però…

  2. 12 Novembre 2007 alle 20:15 | #2

    Antonio, sono totalmente d’accordo con te.

  3. 12 Novembre 2007 alle 20:23 | #3

    sto giro sono d’accordo su tutto, critica alla sinistra radicale inclusa.

  4. 12 Novembre 2007 alle 23:43 | #4

    in uno stato serio …
    i poliziotti non sparano a cazzo di cane
    i teppisti non mettono a ferro e fuoco una città marciando con il saluto romano
    l’opposizione strumentalizza questi incidenti per attaccare la maggioranza che dal canto suo marcia in disperdine sparso

    e questo è tutto

    al di la dei blateramenti del post precedente

  5. 13 Novembre 2007 alle 11:25 | #5

    Continuo a ripetere che fin quando si tratterà queste questioni come se si trattassero di problematiche calcistiche, la soluzione sarà lontana. Qui il calcio non centra assolutamente nulla. Siamo davanti a persone che commettono semplicemente dei reati. Tutto qui.

  6. 13 Novembre 2007 alle 12:35 | #6

    paolo: infatti basterebbe far rispettare le leggi. ma in questo paese, si sa, non pagano loro che siedono sulle Poltrone, figurati se pagano i teppisti

  7. schatten
    14 Novembre 2007 alle 17:20 | #7

    A me pare che il senso dello Stato sia materia trasversalmente sconosciuta, patrimonio del dna italico piuttosto che della sola sinistra cosiddetta estrema. O mi sbaglio?

  8. 14 Novembre 2007 alle 17:26 | #8

    non ti sbagli!

  9. Deckard
    22 Novembre 2007 alle 11:41 | #9

    Ma scusa, tu dici che “è inutile chiudere il calcio”, non si risolve il problema ecc ecc. Ok, fin qui io ero d’accordo con il tuo approccio, che mira a “risolvere” il problema più che “aggirarlo”.

    Poi cadi e dici: “[...]vuole ancora coltivare gli ideali con lo scrupolo della repressione”.

    Cioè, prima parli di cause, di approcci quindi concreti e non “istintivi” come quello di chiudere il campionato e poi mi parli di dover fare repressione? Perchè, secondo te, al nazi-fascista armato di coltelli, la repressione lo impressionerebbe???

    E’ anche vero, quindi, che chiudere il campionato sarebbe una delle forme più repressive… quindi sei d’accordo o no?
    Sei per risolvere il problema o per manganellare “reprimendo” i manganellatori?

    A me pare che sei un po’ incoerente.

  10. 22 Novembre 2007 alle 21:26 | #10

    infatti la repressione verso chi delinque. perchè dovrebbero togliere a me e a te lo spettacolo del calcio scusa? bisogna colpire chi non rispetta le regole. se uno lancia una bottiglietta in campo e lo stato chiude lo stadio non ha risolto assolutamente nulla: priva migliaia di persone di una passione. se invece lo stato “becca” quella persona e lo punisce severamente poi voglio vedere se qualcuno lo rifarà.

  1. 12 Novembre 2007 alle 18:44 | #1