La resa dello Stato
Difficile scrivere qualcosa in una domenica così, nella quale un giovane tifoso ha perso la vita per chissà quale scherzo del destino. L’unica cosa certa è che tira una brutta aria. Sembra essere tornati ai tempi dell’odio per gli sbirri dell’autunno caldo, quando abbiamo ancora negli occhi Mario Placanica che spara a Carlo Giuliani durante il G8 di Genova. C’eravamo illusi che la morte di Filippo Raciti, più delle norme varate dal Ministro dell’Interno Amato, avesse fatto cambiare direzione un po’ a tutti. Soprattutto ai tifosi, più o meno organizzati, che continuano a lanciare oggetti in campo e sfasciare bar durante le trasferte. E invece no. Tifosi cosiddetti “normali” vanno in trasferta con le spranghe in macchina e non disdegnano di azzuffarsi con i “nemici” della Juve, anche se la Lazio oggi avrebbe dovuto giocare a Milano con l’Inter.
In queste ora molti hanno già preso posizione, chi per la polizia, chi per i tifosi. Io sto esattamente nel mezzo. Sto dalla parte dei tifosi, quando non fanno parte di quei 70 mila schedati che nulla hanno a che fare con lo sport. Sto dalla parte della Polizia, che salvo rari casi, è costretta a rischiare la vita per portare a casa la pagnotta. E d’ora in poi per loro sarà ancora peggio, visti i propositi di “caccia al poliziotto” che alcune tifoserie hanno già fatto capire.
Le tifoserie si odiano l’un l’altra, ma una sola cosa hanno tutte quante in comune: l’odio per gli sbirri. S’è subito capito quando dalle curve negli stadi in tutta Italia sono comparsi gli striscioni e i cori contro le forze dell’ordine. E si è capito ancora meglio a Bergamo, dove i Carabinieri hanno subito cariche da parte di tifosi atalantini, che non contenti hanno messo a ferro e fuoco lo stadio ottenendo la sospensione della partita Atalanta – Milan. Alla fine i tifosi si facevano fotografare vicino ai due enormi fori nelle barriere di protezione sfondate con un tombino. Giusto un’istantanea per ricordarsi di aver battuto lo Stato.
Tifosi che ricattano i giocatori intimandogli di non giocare. Quando i tifosi riescono a sovvertire le decisioni di un Prefetto (ricordate Serra durante il derby di Roma?) vuol che la situazione è davvero critica. Fermare il calcio per qualche anno? Si potrebbe ma anche quello sarebbe un segno di resa, che andrebbe a discapito di milioni di tifosi e appassionati del calcio. Questa è una guerra.














Non so’ come sia andata, mi dispiace per il ragazzo. Ma una cosa e’ certa, quelli non sono tifosi, sono delinquenti che si muovono per fare casino, per fare del male, che colgono ogni occasione per far vedere quanto sono coglioni! Un bacione.
Eh, Antò, hai ragione…è una guerra, vero. Sospendere il campionato è una resa, vero anche questo. Ma allora…che fare?
Io non mi interesso di calcio per vari motivi: uno di questi è che non capisco l’attaccamento ad una “maglia”. Mi spiego. Se i giocatori di una squadra rappresentassero davvero il territorio (tipo squadra di quartiere) o una stessa idea, o che ne so, insomma, se tutti insieme rappresentassero qualcosa, lo capirei il tifo. Ma se sai che un tale giocatore un anno sta lì e l’anno dopo da un’altra parte PERCHE’ LO PAGANO DI PIU’, come fai a “parteggiare”. Mi sfugge proprio questo concetto. Mi viene il dubbio che CI SIANO TROPPI SOLDI IN MEZZO.
Sospendere il campionato è una resa e forse anche inutile. I motivi di questa morte (avvenuta peraltro al di fuori dello stadio e prima della partita stessa) mi sembrano lontani dalle classiche dinamiche tra tifoserie violente e poliziotti.
Ieri ho visto il film di Faenza “I vicerè”: è un affresco impietoso e lucido sull’immobilismo umano e sociale che caratterizza da sempre la nostra “italietta”. A fare da sfondo un sentimento dominante: l’odio strisciante ammantato di pregiudizio.
Mi sono permessa di dire questa cosa perchè non vuole essere un “off topic”, ma l’unica spiegazione che riesco a trovare alle troppe assurdità che il mio “bel Paese” mi riserva tutti i santi giorni.
sì, concordo in pieno, non si puo morire così come Gabriele, ma non si deve nemmeno attaccare sempre e comunque lo stato, la polizia,non si puo permettere che delinquenti, perchè delinquenti sono, nascosti sotto le spoglie di tifosi, e a danno dei tifosi reali, si scaglino contro lo stato e chi lo rappresenta.
questi criminali dovrebbero essere isolati dai tifosi stessi, per me andrebbero tutti ai lavori forzati.
chiaramente comunque, chi ha sbagliato, chiunque sia, deve essere messo di fronte alle sue responsabilità.
A me sembra tutto organizzato.
Sembra sia scoppiata la guerra. Gente barricata in casa, mentre fanatici gli bruciano le auto, poliziotti feriti, un ragazzo innocente morto.
E tutti quelli striscioni già e subito pronti negli stadi contro la polizia, contro Amato, contro Raciti.
Domani c’è la finanziaria. Non lo so.
Di certo fa star male.
è molto peggio di quanto credessi: quale stato permetterebbe che si assaltassero le sue caserme? solo quello italiano!
vestiti di nero…
con il braccio destro alzato
Andiamo in Afghanistan, in Libano e poi? Poi permettiamo tutto questo?
E tutti i danni che stanno facendo chi li paga? Noi?
Andiamo in Afghanistan, in Libano e poi? Poi permettiamo tutto questo?
E tutti i danni che stanno facendo chi li paga? Noi?
Però non mi è chiara la dinamica del fatto: da quel che ho capito un proiettile parte da Badia al Pino Ovest, attraversa l’autostrada ad altezza uomo e colpisce il ragazzo che sta nell’auto nel parcheggio dell’area Est.
Mi sembra incredibile che un’agente spari in quel modo.
A me, invece, quello che sembra assurdo è che oggi stiamo a discutere della violenza negli stadi, quando pare che un agente abbia sparato da una carreggiatta all’altra di un’autostrada, per stessa ammissione del ministro dell’interno e del suo questore! Ma che siamo pazzi?
Se io poliziotto vedo una rissa in discoteca (che è assolutamente la stessa identica situazione di una rissa in un autogrill), non mi mettoa sparare in aria con la pistola – a meno di non sentirmi effettivamente in pericolo di vita.
In tutta questa storia, poi, gran colpa di ciò che sta succedendo nell’ambiente ultras è da imputare in primo luogo ai poltici, secondariamente ai giornalisti ed infine alle forze dell’ordine. E’ inammissibile parlare di problema “violenza negli stadi” e minimizzare un problema che sta assumendo profondi connotati di rivolta sociale. Basterebbe frequentare le curve per capire come stanno effettivamente le cose.
Infine un commento a quello che ha detto il ministro della giustizia. Ci vogliono nuove leggi? Ma per favore, stiamo sempre qui a parlare di fare nuove leggi e nuovi decreti, ma non ci preoccupiamo di farle applicare. Dov’era sig. Ministro dalla morte di Raciti?
E’ in questo che si vede la resa dello stato
In quell’autogrill è sicuramente successo qualcosa che non doveva succedere, ma questo non c’entra niente con quanto successo poi negli stadi italiani, e soprattutto stasera a Roma.
Civili armati che attaccano le caserme di stato nella capitale d’Italia..ma ci rendiamo conto?!?
Io avrei sguinzagliato l’esercito.
Cmq nel nostro paese si sta verificando una preoccupante escalation di violenze:ieri il nemico erano i rumeni,oggi la Polizia, domani a chi tocca??
Non si respira una bella aria..
Condoglianze alla famiglia di Gabriele Sandri
Solidarietà alla Polizia
ho seguito lo sviluppo delle violenze
mi convinco sempre di più che le violenze sono state organizzate e non si aspettava che un pretesto…
a Bergamo si è giocato e vi sono state violenze
a Roma non si è giocato e vi sono state violenze molto peggiori
Assalti a caserme della polizia, blocco di un quartiere, saccheggi al Coni
mica li volete chiamare intemperanze di Ultras?
Dai filmati ho notato che le bande marciavano con il braccio destro alzato nel saluto romano…
non voglio girarla a “politica” ma mi aspetto da parte di qualcuno della destra una speculazione politica: pare che vogliono chiedere le dimissioni di Amato. Già ieri nel corso della Domenica Sportiva un “portavoce” di AN ha sproloquiato sul tema
Raffaele, le tifoserie romane sono note per il loro essere fasciste, e di certo non sono iscritte ad AN.
Ad ogni modo, se vogliamo buttarla in politica, c’è solo da ricordare che quella gente sono, saranno e sono stati elettori. La democrazia ha perso.
Anche io sto nel mezzo… ma per favore… non chiamiamoli “tifosi”! Siccome si tratta di veri “delinquenti” che commettono dei “reati” credo sia giusto iniziare a pensare a misure adeguate… che significa… basta “analisi sociologiche della devianza” e basta buonismo!!!
Paolo
Credo che non ci siano spiegazioni tali da giustificare il gesto del poliziotto e che quest’ultimo debba pagare per l’omicidio del giovane.
Credo che quei delinquenti che hanno approfittato di una notizia di cronaca nera, per scatenare una vera e propria guerra contro la polizia e rompendo auto, negozi, vetrate di abitazioni, debbano ugualmente pagare per i disordini e danni recati.
Un poliziotto ha ucciso un giovane? E’ giusto che paghi. Ma solo lui, non la categoria dei poliziotti in genere!
infine, credo che i media, ma anche le nostre istituzioni, abbiano sbagliato a parlare di “tifoso ucciso dalla polizia” e non da un poliziotto e soprattutto a parlare di “tragico errore”, facendo girare delle ipotesi che paiono assurde. Avrebbero dovuto dire solamente “accerteremo le responsabilità del poliziotto” e basta. Senza tirare fuori storie che paiono poco credibili, come quella del colpo partito per sbaglio ecc..
I media hanno sbagliato anche continuando a ripetere: ucciso un tifoso.
Ucciso un ragazzo, non un tifoso.
L’irragionevole ragion di stato.
mi dispiace per la morte del giovane laziale. Sicuramente è stata un tragica fatalità. Ma, le reazioni sono state reazioni d’impulso, senza far riflettere su ciò che è successo, ma solo rabbia. Di fronte a questo dramma, bisogna fermarsi e pensare che un giovane ha perso la vita, forse per un errore di un altro giovane che voleva solo intimidire, senza offendere nessuno, per una ennesima rissa prima di andare allo stadio.
Allora si va allo stadio non solo per vedere la partita, ma per scontrarsi con il tifoso avversario. Le risse iniziano prima della partita e terminano dopo la partita.
Questo tragico episodio ha incitato ancor di più i violenti, i laziali e romanisti hanno unito il loro odio contro le forze dell’ordine, distruggendo tutto, anche le auto dei citadini che stavano tranquillamente in casa.
bisogna sicuramente cambiare qualcosa, ed in fretta.