Il dramma di Tor di Quinto
“Da quando sono entrati i rumeni qua hanno distrutto tutto. Ammazzano, violentano e danno la colpa anche a noi perché siamo nomadi”, dice ai microfoni di Sky un signore che vive nel campo nomadi di Tor di Quinto. “Noi siamo in Italia da quaranta anni, siamo zingari jugoslavi. Non è mai successo un casino così come stanno facendo questi rumeni”, spiega un altro nomade. Un’anziana poi chiarisce: “I nostri uomini non fanno quelle cose. Si qualche volta rubano, ma quelle cose non le facciamo”. Si difendono i rom che vivono accampati nella baraccopoli nei pressi della stazione di Tor di Quinto. Sentono il fiato sul collo del Governo, che ieri in seduta straordinaria (presenti anche gli “eroi” della sinistra radicale che avevano votato contro al pacchetto sicurezza) ha approvato un decreto per espellere anche i comunitari romeni. Come sempre accade in Italia sull’onda emotiva si prenderanno provvedimenti d’emergenza, che non saranno assennati e probabilmente equi. Ma d’altra parte la situazione è gravissima. Le statistiche dicono che in Italia ci sono circa quattro milioni di immigrati. Depurati quelli regolari, le badanti e i venditori ambulanti, quello che resta è un esercito pronto a qualsiasi cosa. Gianfranco Fini non ha esitato a strumentalizzare questo grave fatto di cronaca, proprio da Tor di Quinto ha lanciato la sua campagna elettorale per il Campidoglio. E ora come ora si può dire che ha ottime chances di vittoria.
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Mi dispiace, non condivido il “dagli al rumeno” che si sente in giro, ne parlammo a suo tempo. Mi piace molto il fatto di poter leggere altri blog (sei un mago del blog, Antonio!), vedo che sono tutti riflessivi, profondi. Tutti tranne uno: Di Pietro!! Ci è o ci fa? Si buttano fuori i rumeni e si risolvono i problemi? E quanto a quello che i cittadini percepiscono (la cosiddetta sicurezza percepita di cui si discute compuntamente in questi giorni), a nessiuno viene in mente che gran parte dell’informazione in questo paese è sotto il controllo diretto di una parte politica? Ne percepiremo delle belle, nei prossimi tempi….
Di Pietro è un populista perfetto, tira fuori il naso e appena sente come tira il vento si dispone anche lui in quella direzione.