Falce, carrello e amaca
Sulle polemiche scatenate in seguito all’uscita del libro “falce e carrello” di Bernardo Caprotti, un durissimo j’accuse del patron di Esselunga nei confronti di Coop, si esprime così Michele Serra sulla sua rubrica l’amaca.
Categories: Conflitto di interessi, Consumatori, Costume e Società, Ds, Governo, Lavoro, Politica, Soldi














Amaro ma reale. Gli ipermercati coop vendono prodotti non sempre “politicamente corretti”, usano tutti gli strumenti della flessibilità per sfruttare al massimo i dipendenti, mettono le giovani lavoratrici in condizione di nascondere una gravidanza per non essere licenziate o non riassunte. Evviva, davvero.
guarda melisenda che lo sfruttamento lo usano tutti i datori di lavoro, io ovunque ho lavorato ognuno ha pensato a tirare l’acqua al suo mulino, se mancavi per un bel po’ , dopo ti licenziavano.
Manca la sensibilita’ nelle persone ed il rispetto verso il prossimo, nessuno prende a cuore i problemi di un altro.
son d’accordo con giovanna. Anzi, mia cognata lavora in un grande ipermercato e si lamente sempre perchè alla coop vicina tratterebbero meglio e sarebbero pure meglio remunerate…mia zia fa la cassiera alla coop e dice l’esatto opposto!
Mi sa che ovunque si va, l’aria è quella. E non mi riferisco solo alle commesse di supermercati vari, ma anche altrove.
Sì sì, avete tutte ragione, sia le COOP che i concorrenti non-red sono degli sfruttatori, ti fanno lavorare la domenica, ti pagano poco, non si fanno scrupoli se stai male e vorresti startene giustamente a casa, picchiamo i dipendenti, ti minacciano subdolamente, ti sottomettono (magari a qualcuno è anche toccato il 90°).
Ma tecnicamente c’è una sostanziale differenza tra COOP e non-red: mentre i secondi pagano le tasse su un imponibile 100%, le prime lo pagano su un imponibile 30%. Con buona pace di Visco & Co. che accettano pare di buon gusto.
cristian l’ultima modifica al sistema tributario delle coop è stata fatta da tremonti, non da visco.
Mi permetto di dire la mia, non perchè sono pregiudizialmente a favore della coop sempre e comunque,ma perchè c’ho lavorato un pò di anni fa nelle Marche (prima precisazione Coop Adriatica è una cosa e Unicoop tirreno è un’altra, abbastanza diversa, cosa. Anche le diverse “consorelle” si differenziano tra di loro!). Un Ipermercato coop ha una filosofia imprenditoriale totalmente differente da quella di qualsiasi altro Iper. I bilanci sono redatti in tutt’altro modo e i contratti di lavoro tendono, con grandissima difficoltà (il mercato è mercato per tutti…ahimè) ad essere indeterminati. Quello che fa la vera differenza per chi ci fa la spesa è il fatto di essere o meno socio (e aggiungo anche socio prestatore).I vantaggi sono innegabili e tutti dimostrabilissimi. Per quanto concerne le attività “collaterali” quelle rispondono a logiche economiche e ad obiettivi totalmente differenti che poco o nulla hanno a che fare con l’attività degli ipermercati. Ed è vero che quelle andrebbero molto seriamente riconsiderate, se ancora vogliono dirsi cooperativa…ma come consumatrice/socia mi sentirei di essere ancora abbastanza tranquilla sulla maggiore “eticità” della mia spesa rispetto a quella fatta altrove.
@antonio: fa nulla, sta di fatto che godono di un regime fiscale che di per se invalida il discorso di concorrenza leale.
Anche se da una tabella pubblicata sul settimanale Panorama (che è di Silvio quindi ovviamente NON DICE LA VERITA’), Esselunga risulta essere il supermercato meno caro in assoluto.
Ma come detto è una bugia…