Italiani rapiti: trattare o non trattare, questo è il dilemma.

A pochi mesi di distanza dal sequestro del cronista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, altri due italiani sono stati rapiti in Afghanistan. Altre volte si era trattato di giornalisti e civili, stavolta è la volta di due militari in forza al contingente italiano. Bisogna prepararsi dunque ad un nuovo stillicidio di polemiche: trattare o non trattare? Questo sarà il refrain che accompagnerà le cronache italiane. Sarà di nuovo il momento di quelli che vorrebbero ritirarsi all’istante da tutti i teatri di guerra (sinistra radicale, pacifisti), di quelli che vorrebbero più uomini in guerra (AN, conservatori), di quelli che dicono “il rischio è insito nel loro mestiere”, di quelli che farebbero tutto per salvare un italiano. Prepariamoci ai rimproveri americani che ci disegnano come una nazione molliccia con i sequestratori, prepariamoci al fantoccio karzai che prometterà nessun rilascio di prigionieri. Insomma, prepariamoci così soffriremo di meno.
Update: Per fortuna gli inglesi ci hanno tolto le castagne dal fuoco. I due italiani, rapiti ieri in Afghanistan, sono stati liberati con un blitz militare. Risultato: cinque rapitori uccisi e i due sequestrati feriti, di cui uno gravemente alla testa. Il fatto che si sia scelto di intervenire militarmente e che non siano state rese note le identità dei due sventurati, evidentemente fa pensare che si tratta di due agenti del nostro servizio segreto.














Statunitensi non ne rapiscono mai.
@Alessandro: quelli li uccidono subito…
Sanno che con gli USA non si tratta.
Ora vedremo se Prodi & Co. saranno buoni come nel caso del rapimento Mastrogiacomo (speriamo che i due militari abbiano parenti dipendenti di Mieli).
‘nsomma, prepariamoci alla solita figura barbina
Parlando come uno che in famiglia ha sempre avuto a che fare con i militari, mio nonno in marina, mio zio comandante fino a poco tempo fa del Reggimento Lagunari “Serenissima” dico che purtroppo in “guerra” dobbiamo includere questi episodi. Dobbiamo assolutamente fare il possibile per salvare due vite umane seza però dimenticare che i militari devono purtroppo essere consci che, realisticamente parlando, affronteranno situzioni come queste e molte volte, schifo alla guerra, perderanno la vita. E’ in questa scelta di vita la consapevolezza del cammino che si intraprende: il rischio è dietro l’angolo. Quindi speriamo in bene per i due militari, speriamo che la diplomazia aiuti a salvare le loro vite ma ricordiamoci sempre che non si deve soccombere davanti ai malvagi e quindi si deve trattare fino ad un certo punto. Non si può essere messi sotto sempre da tutti e molte volte ci vogliono scelte dolorose…
Li hanno liberati, meno male. Ciao Giulia
Bella notizia:)
dopo che li hanno libetati con un Blitz, ed uno degli ostaggi è stato ferito gravemente. Possiamo dire che tutto sommato è andata bene.
ora tutti ci sentiamo autorizzati a dire che non si deve trattare più; anche per scoraggiare i rapimenti.