Lo stadio è sempre terra di nessuno

La terza giornata di campionato ci regala il primato in classifica della Roma ma anche la prima falla nel sistema di prevenzione che il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, aveva predisposto in seguito ai tragici fatti di Catania, che portarono alla morte dell’ispettore di Polizia, Filippo Raciti. Durante la partita Juventus-Udinese, dal settore “famiglie”, un tifoso ha lanciato verso il rettangolo di gioco una bomba carta. Lo sconsiderato viene subito identificato e successivamente segnalato agli steward dagli stessi spettatori che sedevano al suo fianco. Una nota di civiltà che non può che far piacere, anche se va detto che dalle due curve i tifosi gridavano infami a coloro che avevano denunciato l’improvvisato bombarolo. L’episodio, fortunatamente non gravissimo, dimostra che non servono i tornelli e i pre-filtraggi se un tifoso riesce a introdurre nello stadio un vero e proprio ordigno. L’unico settore dello stadio dove si è sottoposti alla più scrupolosa perquisizione è la tribuna stampa.

  1. 18 Settembre 2007 alle 00:39 | #1

    Effettivamente la pericolosità dei giornalisti non è indifferente… eheheh. Non amo molto il calcio specie da quando è di pubblico dominio che sia quanto di più lontano esiste dal pensiero decoubertiano….

  2. 18 Settembre 2007 alle 01:21 | #2

    come al solito, Antonio, di cosa ci meravigliamo? si fa un gran parlare delle nuove norme di sicurezza per gli stadi e poi per l’ennesima volta scopriamo che è possibile introdurre una bomba carta con estrema tranquillità… come Magda nemmeno io amo particolarmente il calcio, ma anche qualora fossi stata una tifosa sfrenata, dopo l’ennesimo episodio ne avrei le tasche piene! :-( un abbraccio

  3. 18 Settembre 2007 alle 12:20 | #3

    Poche chiacchiere, lo avrebbero fatto anche prima, dato che il tizio sedeva in tribuna. Il vero problema per quanto riguarda la violenza sono gli stupidi ultras che stanno in curva, e infatti i suddetti stupidi hanno urlato “infami infami” ai tifosi che hanno segnalato il dinamitardo.

    A parte questo, quello lì non c’era bisogno di perquisirlo, bastava guardare la maglietta che portava per non farlo entrare :) Una di quelle con la scritta “Mi piacciono le ragazze che cantano Si La Do”. Ed era anche con la fidanzata.

  4. 18 Settembre 2007 alle 12:27 | #4

    Su un forum juventino un tifoso commenta:

    “La prossima volta si fa furbo e il petardo se lo infila nel sedere….speriamo che questa punizione serva da esempio per evitare che si ripeta…”

    Leggo che è stato processato per direttissima e ha patteggiato la pena: 1 anno di carcere. E’ una pena che sarà d’esempio per gli altri, spero che sia dato risalto a questo fatto. Io non sono esperto di diritto, ma dicono che se è incensurato, non se lo fa il carcere. E’ vero?

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