Gli amanti di Capri (Neruda)
L’isola regge nel suo centro l’anima come una moneta che il tempo e il vento pulirono lasciandola pura come mandorla intatta e agreste tagliata in pelle di zaffiro e lì il nostro amore fu la torre invisibile che trema nel fumo, l’orbe vuoto trattenne la sua coda stellata e la rete coi pesci del cielo perché gli amanti di Capri chiusero gli occhi e un roco lampo inchiodò nel sibilante circuito marino la paura che fuggì dissanguandosi e a morte ferita come la minaccia di un pesce spaventoso da arpione improvviso sconfitto: e poi nel miele dell’oceano naviga la statua di prua, nuda, allacciata dall’eccitante ciclone maschile.
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