Ma tu sei comunista?

  1. 7 Settembre 2007 alle 15:15 | #1

    Finalmente un comunista vero! Mi mancava
    (Adesso mi riassale Raffaele Abbate)

  2. 7 Settembre 2007 alle 15:32 | #2

    infatti il video l’ho postato apposta per lui :-)

  3. 7 Settembre 2007 alle 16:31 | #3

    Quanto mai assalire?

    io ho il coraggio di dirlo
    quanti ne hanno di questo coraggio

  4. 7 Settembre 2007 alle 16:31 | #4

    ops quando mai

  5. 7 Settembre 2007 alle 17:31 | #5

    Nella versione inglese del blog il traduttore automatico di google dice:
    “But you six comunist?”
    Mi ricorda tanto il mio compagno di scuole medie, figlio di idraulico, che disse “I want to make the tubbist”.
    Nasconde inoltre molte bellissime altre perle.

  6. 7 Settembre 2007 alle 18:10 | #6

    @ Alessandro: eccezionale la traduzione automatica in inglese…
    Posso dire una cosa da ex comunista, cresciuta in una famiglia comunista ecc ecc? non credo che ci sia molto da rivendicare nella tradizione comunista

  7. 7 Settembre 2007 alle 18:15 | #7

    da notare che più si è communisti e più aumentano le emme :-)

  8. 7 Settembre 2007 alle 18:33 | #8

    il gesto mi fa troppo spaccare :)

  9. 7 Settembre 2007 alle 18:58 | #9

    SB invece dice COMINISTI

    Melisenda …ci dobbiamo intendere sul significato della definizione…

    proprio perché certi negazionismi mi suonano strumentali mi piace rivendicare la tradizione della BANDIERA ROSSA

  10. 7 Settembre 2007 alle 19:22 | #10

    Quest’estate in spiaggia.

    Signore sui 50 anni rivolgendosi a un’amica più giovane: “Allora questa sera venite al concerto di De Gregori?”
    Amica: “Sì pensiamo di venire io e mio fratello.”
    Signore: “Oh, ma siete comunisti? Per entrare bisogna essere comunisti!”
    Amica: “Sì sì, siamo comunisti, mio fratello più di me!”
    Figlio dell’amica, sui 7 anni, candidamente: “Mamma, cosa vuol dire essere comunisti?”

  11. 7 Settembre 2007 alle 19:51 | #11

    il signore sui 50 anni è un vero fesso
    i due fratelli no …
    credo che la mamma abbia spiegato alla bambina il significato della parola.

  12. 7 Settembre 2007 alle 20:06 | #12

    @Alessandro. Così di getto, mi viene in mente una vignetta, ai tempi dell’esodo dei boat people dal Vietnam. Mamma e figlio nuotano in mare aperto, il bimbo dice “Mamma, che cos’è il comunismo?” “Zitto e nuota!”. Ma mi rendo conto che si tratta di archeologia.

    @Raffaele. Non credo di essere negazionista, ma mi sono convinta che ci sono cose a cui non si può rinunciare, come la libertà di espressione; che la democrazia è il sistema più imperfetto del mondo, ma ha l’unico pregio di essere perfettibile, di tollerare i cambiamenti; che la tradizione del comunismo italiano si è dissolta da tempo in una pratica politica cinica e senza valori; e pazienza se fosse solo senza valori, ma è anche senza intelligenza politica (penso all’inciucismo che ha rimesso in sella S.B.). Non nego il valore delle grandi tradizioni, delle lotte politiche e sindacali, del pensiero che ha messo in luce il potere delle strutture economiche, ma sono tremendamente diffidente verso tutto quello che richiama anche solo da lontano l’attacco al libero pensiero. In definitiva penso che di questi tempi nessuno può esimersi da esercitare la propria personale facoltà critica e di scelta, non ci sono sistemi ideologici che spiegano tutta la realtà. E non mi dite che anche questa è un’ideologia, entriamo nel vasto mondo delle battute ad effetto. Comunque, litigando litigando, non dimentichiamo di fare i complimenti a noi stessi per il fatto che riusciamo a discutere civilmente, ma con passione. E senza dire parolacce.

  13. 7 Settembre 2007 alle 20:10 | #13

    Raffaele, il signore stava scherzando, era implicito.

  14. 7 Settembre 2007 alle 20:33 | #14

    Non mostratelo ad SB. Gli si blocca il cerone, e poi son guai.
    Mia zia mi racconta che mio padre da giovane dormiva con l’immagine di Marx appesa al muro proprio sopra al letto, laddove avrebbe dovuto starci una Madonna col rosario.
    Tenerezza..

  15. 7 Settembre 2007 alle 21:30 | #15

    Alessandro….
    io conosco gente che lo dice sul serio

    Melisenda
    sul cinismo di super max sono d’accordo con te, ma se oggi abbiamo libertà di parola e la democrazia lo dobbiamo anche a quei giovani con la stella rossa sul berretto e a quegli operai tipo quelli del quadro del quarto stato …

    immagina per un momento nel dopoguerra una Italia solo con la Democrazia Cristiana bigotta e codina, il ciarpame della borghesia fascista, senza sindacati

    dove saremmo ora?

  16. arem
    17 Settembre 2007 alle 14:30 | #16

    X Raffaele Abbate….certo che ne devi avere davvero tanto di coraggio :-) )
    ehehehehe
    un saluto coraggioso

    Arem

  17. arem
    17 Settembre 2007 alle 14:51 | #17

    X Abbate:
    quella democrazia bigotta ecc.. che dici tanto della dc del dopoguerra, ti ha permesso ora di parlare e scrivere su questo blog e di vivere quantomeno in un certo benessere e progresso, e non è di certo grazie alle piazzate di piazza comuniste che hai ottenuto ciò. Ricorda…i privilegi e le ingiustizie sociali c’erano anche quando Berlinguer riempiva le piazze. Oggi paradossalmente questa “partecipazione sociale” è sfociata in una “aberrazione della democrazia”. Tutti si rifugiano dietro il concetto di “diritto” su tutti e su tutto…una democrazia senza regole non è una democrazia. Le regole dovrebbero essere fatte in modo da non ledere la libertà individuale di alcuno e di avvantaggiare chiunque; oggi si assiste invece più che ad un pluralismo democratico, ad un “pluralismo di parte” (non ho usato la parola regime, perchè me la sto riservando per usarla fra qualche mese!).
    Essere ed avere un animo comunista oggi non ha proprio alcun senso…del resto le prerogative di chi pensa comunista le puoi trovare esattamente anche in chi dice di essere di destra, cambiano solo i “modi” per realizzare e manifestare la stessa idea. Per rimanere nell’attuale la Storia ci sta dicendo che il fallimento di Prodi è anche il fallimento epocale di questa sinistra e della cultura politica espressa in questi ultimi 15-20 anni. Della fine del Pci rimarranno le lacrime di Occhetto e la frustrazione di un sogno incapacitante dei suoi dirigenti: capire il mondo che cambiava. Gli eredi di Berlinguer si sono mostrati di una pochezza impressionante.

    Arem

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