A Garlasco si brancola nel buio

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Sul tragico delitto di Chiara Poggi, a Garlasco, la parola fine non è stata ancora scritta. Non c’è l’arma del delitto (e nemmeno si sa quale sia), non c’è un movente, e nemmeno un barlume di indizio che conduca al colpevole. “Stiamo seguendo tutte le piste”, fanno sapere i Carabinieri: leggasi brancoliamo nel buio. Nemmeno i Ris, il corpo di eccellenza dei Carabinieri, l’omologo della Scientifica della Polizia, sono riusciti a diradare le nebbie che avvolgono questo assassinio. Oggi sono tornati per l’ennesima volta sul luogo del delitto per cercare altre prove, segno che gli indizi che hanno in mano sono ben poca cosa. Mentre i loro colleghi interrogano in caserma i familiari e le persone informate dei fatti, nella speranza che qualcuno cada in contraddizione. Una confessione per ora è chimera. Le notizie rincorrono le smentite. Una confusione probabilmente innestata anche dai giornalisti che pubblicano notizie senza verificarne l’esattezza. Un giorno il fidanzato ha l’alibi della tesina al computer, l’altro i tecnici dei Carabinieri sostengono che i due pc presenti in casa non sono stati accesi. A tutto questo va assommato il ritardo di alcuni esami: come quello del dna sul capello trovato fra le mani della vittima, sugli elementi organici presenti sul corpo. E poi c’è una bicicletta nera da donna, l’unico l’elemento rimasto senza smentita dal giorno dell’assassinio. Di chi era? Di uno dei familiari? Di un residente o di un loro conoscente? Nessuna risposta per ora. In tv i Ris di Mediaset un caso del genere lo avrebbero risolto nello spazio di una puntata. La realtà è ben diversa e questa indagine si preannuncia lunga e complessa.

  1. 27 Agosto 2007 alle 18:19 | #1

    ufff :)

  2. 27 Agosto 2007 alle 19:09 | #2

    Ma dai fai il cronista di nera, pure?! ;)

  3. oby
    27 Agosto 2007 alle 19:27 | #3

    Ah non erano state le cugine? :D

  4. 27 Agosto 2007 alle 20:01 | #4

    Non ci sto capendo nulla. Sono tornati ed hanno trovato “molte tracce”. Ma perchè non rilevarle durante il primo sopralluogo? Non si deteriorano? La tv ci ha abituato male. La confessione è un’utopia. L’assassino- vedendo gli investigatori non proprio in ottime acque- gongola. Se la ride. E pensa di farla franca. Sarebbe terribile, soprattuto dopo tutto quello che c’è stato in questi giorni.
    Che Grissom sia con noi.

  5. 27 Agosto 2007 alle 20:47 | #5

    @angela
    la nera è come la prima elementare :-)
    @oby
    delitto passionale.
    @vera
    magari ci fosse grissom, avrebbe già risolto il caso. i forensics americani eseguono il test del dna in 20minuti, da noi manco in 20giorni :-)

  6. 1 Settembre 2007 alle 11:14 | #6

    Dal settimanale “Marianne”:
    nello stato dell’Ohio è stato ufficialmente proibito ai giurati di un processo di guardare gli episodi di CSI. La giudice ritiene che queste serie televisive possano creare delle attese irrealistiche in questi ultimi, ad esempio sulle prove portate durante il processo.”Molte di queste serie si basano su fatti reali, non vorrei perciò che i giurati le guardassero durante il processo” spiega la giudice. L’influenza delle fiction preoccupa il magistrato.
    In compenso la giudice non ha detto una parola sul modo in cui i fatti di cronaca nera sono trattati nei telegiornali…

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