Attacco alla sanità americana
Maglietta nera, bermuda beige e capellino d’ordinanza, Michael Moore si è presentato così alla prima del suo ultimo, e come sempre controverso, docu-film intitolato Sicko. Stavolta il discusso regista americano prende di mira la sanità pubblica negli Stati Uniti dove 45 milioni di poveri vengono lasciati senza alcuna assistenza medica. Negli Stati Uniti, infatti, la sanità pubblica garantisce solo il primo soccorso, per tutte le altre degenze è necessaria un’assicurazione sanitaria che a seconda del “premio” pagato concede un massimale per gli interventi medici. Anche il Ministro della Salute Livia Turco, tra gli altri, ha assistito entusiasta alla proiezione del film in cui l’Italia risulta al secondo posto mondiale secondo una classifica stilata dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità). Non per spegnere gli ardori legittimi del Ministro Turco, ma la nostra Sanità vista dal di dentro è tutt’altro che al secondo posto mondiale, una classica seppur autorevole non racconta la realtà delle cose. Troppi i casi di malasanità, con malati costretti a lunghe attese e a pratiche burocratiche infinite, se non sbarellati tra i corridoi dei sempre più sporchi nosocomi della penisola. Resta il fatto, tuttavia, che la Sanità italiana riesce a garantire un buon servizio a tutta la popolazione. A vedere Sicko direi che questa non è cosa da poco.















Secondo posto mondiale? Davvero?!?
dal trailer si vede. prima la francia, seconda l’italia. strano ma vero.
Michael Moore sputtana Mr Silvio Berlusconi alla presentazione del suo capolavoro for Sicko in Roma, il nano di Arocre riesce a sfigurare molto male pure stando all’opposizione…
vedi il video:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1583
oddio spesso non ci rendiamo conto di quanto il nostro sistema sanitario sia diffuso e alla portata di tutti.
il principio fondamentale è che tutti hanno diritto all’assistenza sanitaria pubblica.
non è una cosa da poco.
noi italiani tendiamo a sminuirci più del necessario.
viviamo un naturale senso di inferiorità anche quando il nostro sistema migliore
(ed è indubbio che il nostro sistema sanitario è migliore!)
penso che il grande problema stia piuttosto nella non omogeneità del servizio su tutto il territorio nazionale.
ho paura che il ssn che ho conosciuto a trieste non sia lo stesso in altre regioni!
sinceramente io posso dire che le nostre strutture sono ottime.
mi sono veramente trovata bene sia quando ho avuto l’incidente in motorino (per cui ho fatto tantissimi esami e radiografie indipendentemente da quanto costassero… penso tanto) sia quando ho dovuto assistere mia nonnna.
Lo devo ancora vedere. Dopo aver visto “Viva l’Italia. Ospedali” su Rai tre l’hanno scorso, devo dire che non avrei mai pensato al secondo posto! Certo, garantire la possibilità a tutti di curarsi è una gran bella cosa che non c’è ovunque. Purtroppo abbiamo altri problemi, come malasanità, sprechi, pochi fondi ecc… Cosa che bisogna dire, ci sono anche altrove. Cmq l’ideologia di base del nostro sistema sanitario, ovvero quella di garantire la salute a tutti, a mio avviso, è proprio una gran bella cosa!
E difatti, credo che il secondo posto sia stato attribuito per il criterio di universalità delle prestazioni.
Poi, tra l’altro, ciò che non funziona nella nostra sanità pubblica non è certo la conoscenza e la capacità generale degli addetti (la facoltà di medicina è l’unica che non ha subito la riforma, perchè funziona. Oddio, funzionava anche il resto, eh? Sta di fatto che quella di medicina funziona), quanto la totale disorganizzazione dei servizi. Nei reparti d’eccellenza il merito è della buona volontà di chi ci lavora, e non di una organizzazione stabilità uguale ovunque.
Cavolo, avevo prevenuto addirittura Michael Moore difendendo a spada tratta il nostro Sistema Sanitario Nazionale in un post di risposta ad un blogger imprenditore, fautore strenuo degli Stati Uniti e delle assicurazioni sanitarie. Io non avevo dubbi circa la collocazione dell’Italia nei primissimi posti. Questo non vuol dire che tutto funzioni alla perfezione, anzi. Ma a me il vituperato SSN ha salvato la vita nel 1994 ed ha consentito a mio padre di vivere altri due anni e mezzo dopo la scoperta di un cancro di quelli che non lasciano speranze. Fossimo stati negli USA, io sarei morta e mio padre sarebbe stato spacciato da subito, non avendo la possibilità di pagare le cure chemioterapiche.
Laura
Però una buona dieta dimagrante, consigliatagli dal suo medico privato, mica gli farebbe male.
certo che il problema dei non assicurati in america è sconcertante, lo sanno pure loro. già ai tempi di Clinton proprio Hillary tentò una grande riforma che, purtroppo, fallì.
bisogna dire che da loro funziona la ricerca. non so i dati certi ma senza dubbio quasi tutta la ricerca medica, quella che ha prodotto i test, gli accertamenti e le cure applicate, giustamente a tutti, nei nostri ospedali, è made in USA.
come la mettiamo?
“bisogna dire che da loro funziona la ricerca.”
assolutamente sì
ma mi chiedo se, nel lungo periodo, la ricerca non sia inibita da questo collegamento stretto con il mercato
per le malattie rare, direi
negli usa la ricerca funziona perchè sono le aziende a pagare, non lo stato.
ma la salute dei cittadini non può essere messa in mano al mercato
per un azienda il primo interesse è il profitto non la mia salute
Per conoscere il mondo bisogna prima girarlo e poi esprimere giudizi.Secondo me ogni paese fa come meglio crede,ed e’ impossibile rimanere soddisfatti di tutti i suoi aspetti.Di una cosa sono convinto,lo stato si identifica nei cittadini mentre da noi vola alto,si estranea dalla vita reale e fa in modo tale da avere una vita perfetta a spese del cittadino,i nostri capi con i loro stipendi da paperoni vanno all’estero per recuperare la salute e se ne fregano della vita reale nazionale,i cittadini sanno veramente quale e’ la realta’.Il nostro stato vive in paradiso.