Paura del futuro
Prodi si dice fiducioso e tranquillissimo ma ribadisce che non farà sconti sulla riforma del Welfare. Solo qualche giorno fa il Presidente del Consiglio aveva indirizzato una pubblica missiva al Segretario della CGIL Epifani, intimando di firmare la proposta così com’è: prendere o lasciare. Ai dubbi e alle parole di sdegno della CGIL, si è aggiunta la consueta reazione della sinistra massimalista che senza emendamenti promette altrimenti un autunno caldo. Sono i soliti tafferugli nel Governo, ma stavolta la sensazione è che nessuno tirerà indietro la gamba. D’altra parte il faticoso compromesso è il massimo che si potesse fare. Prodi si è trovato nel difficile compito di mediare tra i riformisti e i massimalisti. Questa miniriforma pesa già fin troppo su pensionati e giovani, eppure i sinistri continuano a dirsi non contenti. Cambiare ulteriormente la riforma significherebbe mettere in seria difficoltà la generazione dei giovani. Quella generazione che ha paura del futuro perché sa già che non riuscirà a fare il cammino che hanno fatto i genitori. Il posto di lavoro sempre più precario è uno spavento che impedisce di uscire di casa e farsi una famiglia, che brucia le ambizioni. Un destino ancor più precario del lavoro. A ben pensarci tutto questo è molto sconfortante.















Confesso che i termini della vicensa non mi sono chiarissimi. Se l’ala sinistra della maggioranza vuole mettere in discussione l’accordo sulle pensioni, bé, basta, davvero significa voler tirare troppo la corda. E ricordiamoci sempre che ci sono i giovani che dal nuovo sistema pensionistico (dalla riforma Amato in poi) saranno comunque lasciati in mutande o quasi, quando andranno in pensione. Mai sentita una presa di posizione così dura e decisa su questo aspetto, mai sentita nemmeno la Cgil (mio sindacato, preciso) sbattere i pugni sul tavolo. Tanto è un problema lontano, vero? Un po’ diverso è il tema del precariato. Il superamento delle attuali condizioni del precariato giovanile è stato uno dei temi centrali della campagna elettorale. Mi sembra che anche Prodi avesse detto più volte che bisognava rendere per le aziende il lavoro precario meno appetibile di quello a tempo indeterminato. Se qualcuno richiama questi temi, anche con forza, fa bene. E’ vero che niente o quasi può valere il rischio di far cadere il governo e riconsegnare il paese al noto personaggio, ma la realpolitik non deve giocare sempre al ribasso. Mi dispiace molto, però, che questo tema sia lasciato solo alla parte cosiddetta estrema della maggioranza di governo. Era un punto comune, e la Cgil chiedeva l’abrogazione della legge Biagi. Dove sono tutti? La Confindustria già leva alti lai…. ma insomma, mica possiamo pensare sempre sotto lo schiaffo del ricatto mediatico e vince chi strilla più forte…
i ggiovani (la maggior parte) ancora non votano
vedi quando arriveremo ad un’età in cui il nostro voto gli servirà, come si sbrigheranno
non è questione di alzare la voce
ma i vari Pecoraro e company dimostrano di essere lontano dal mondo e poi essere di lotta e di governo ..è un ossimoro che va bene solo se scritto al contrario …di governo e di lotta perché funziona la rima ..è un gran figlio di mignotta
Queste sinistre esagerate sono insopportabili.
A Bologna hanno portato gli zingari a devastare la casa di Cofferati.
Mah.
Purtroppo da questo punto di vista mi pare che anche all’estero la situazione non sia molto differente (stranissimo, visto che l’Italia é diversa dal mondo per il 99% delle cose). io sono precario da un anno e non esiste scadenza di contratto per la mia precarietá, penso che una cosa del genere non ci sia nemmeno in italia.
purtroppo alcuni gruppi politici vivono ormai solo attraverso poche e ben definite parole d’ordine
sanno che piegarsi su quei concetti sancirebbe la rottura con il loro elettorato di riferimento (peraltro sempre più frammentato e in diminuzione).
spero, per noi/loro/il paese, che ritrovino la strada verso un progetto di più largo respiro, che sancisca finalmente l’uscita dal novecento….
non è cosa facile
e non lo dico con ironia
però è veramente necessario che si cambi musica
altrimenti la sinistra/le sinistre non riusciranno a compiere il loro dovere storico
cioè quello di imboccare la strada del rinnovamento e del pensiero progressista
È interessante come i giornalisti abbiano a cuore solo la precarietà di loro stessi, con tanto di (sacrosanti) scioperi interminabili, e come invece siano iperliberisti per tutti gli altri lavoratori.
Del resto siamo in Italia…
A dire il vero non nutro più alcuna fiducia nel governo italiano, ho capito che non gliene frega niente di noi giovani. Se avessi la possibilità, lascerei l’Italia e andrei a lavorare all’estero subito, senza alcun ripensamento.
laure’ puoi sempre espatriare verso il sud, ti assicuro che a volte sembra di stare in un’altra nazione
@fabio
non ho ben capito se ti riferisci a me, in ogni caso io condanno la precarietà di tutti. poi evidentemente l’accesso ad alcune libere professioni andrebbe liberalizzato proprio per favorire i giovani che devono emergere.
@Oby questa del contratto di lavoro a tempo indeterminatamente precario ancora non l’avevo sentita. Dove lavori? E che senso ha?
Per il resto, ribadisco. Mi sembra di ricordare che la stabilizzazione del precariato sia stato uno dei temi di battaglia della campagna elettorale, con fiumi di servizi sulle condizioni dei 40enni trilaureati a 800 euro al mese e così via. Non ho le capacità e gli strumenti per documentarmi, ma ricordo bene le parole più volte ripetute anche da Prodi. Non si può fare adesso? Bene (cioè male), lo si dica chiaramente e si delinei una tempistica per affrontare il problema. Essere realistici e pragmatici non significa necessariamente essere furbastri. Quello che si poteva dire in campagna elettorale ora è estremismo? Bah… sono miracoli mediatici, secondo me….
sono un pensionato ed ho sulle spalle molte lotte sindacali per migliorare lavoro,salario e pensione conseguente.
Mi sapete dire perchè tutti a criticare i “massimalisti di Sx.” (?)ma quelli difendono gli stessi diritti dei giovani,pensionanti e pensionati come decenni fa.Non basta far dire ai giornali di sua proprietà ed affini che loro sono progressisti.Di che?di interessi propri.di orge!di corruzzione!
Perchè nessuno fa menzione che se c’è un esercito di precari,chi versa i contributi per future pensioni?Anche alla luce della variegata evasione?
Non accetto di certo le critiche di un di pietro,andato in pensione a 45 anni e rispondere “ha,la legge era quella!”bei valori.