Lasciarsi morire

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Giovanni Nuvoli è morto lunedì sera. Era malato da dieci anni di sclerosi laterale amiotrofica, da quattro era immobilizzato a letto e negli ultimi tempi pesava appena ventidue chili. Lo scorso febbraio ricoverato al’ospedale di Sassari chiede al Tribunale che gli sia interrotta ogni forma di accanimento terapeutico, ma i Giudici respingono la sua richiesta. Ad aprile Nuvoli torna a casa e con un sintetizzatore vocale ribadisce: voglio morire e ho trovato un medico che mi aiuterà. I radicali, infatti, si sono offerti di aiutarlo e gli hanno procurato un medico per staccare la spina, ma i Carabinieri lo bloccano mentre si sta recando a casa di Nuvoli. Allora Nuvoli sceglie di fare tutto da solo, inizia a rifiutare cibo e acqua fino a lasciarsi morire. Una sofferenza nella sofferenza. Il ministro della Salute, Livia Turco, parla di necessità di legiferare per evitare casi come questo. Di rimando, la Chiesa non esita a paragonare la morte di Nuvoli come un caso di eutanasia da combattere, rilanciando l’offensiva anche contro il testamento biologico, la legislazione presente in molti paesi ma che l’Italia ancora attende. Basterebbe anche soltanto far rispettare l’art. 32 della nostra Costituzione che prevede il diritto del malato di rifiutare una cura e il dovere del medico di aiutarlo nel trapasso. O anche soltanto che l’Italia rispettasse la Convenzione di Oviedo cui pure il nostro paese ha aderito dieci anni or sono.

Ps: questa tristissima vicenda mi ha riportato alla mente un film intitolato “per sempre”, con Giancarlo Giannini e Francesca Neri. Mi è tornato alla mente perché nel film si parla di una rarissima malattia chiamata il “graffio dell’anima”, il lasciarsi morire.

  1. 27 Luglio 2007 alle 18:39 | #1

    E poi dicono che siamo ostaggio della sinistra estrema? E del centro estremo. E della chiesa estrema. E dei falso liberali estremi. E della Lega estrema. E della destra estrema. E dei delinquenti estremi.
    In Italia le persone brave persone, democratiche, aperte, che guardano al futuro sono ostaggio di tutti. Siamo un paese di talebani.

  2. 27 Luglio 2007 alle 19:12 | #2

    E’ una vicenda amarissima, crudele. Si calpesta il semplice diritto a rifutare, in piena coscienza e volontà, l’accanimento terapeutico. Siamo l’unico paese occidentale dove i più elementari principi della libertà di coscienza e di autodeterminazione devono essere richiamati sottovoce, mediati in trattative estenuanti, passati sottobanco per non essere tacciati di estremismo e integralismo. Siamo il paese in cui il peso dell’apparato di potere del Vaticano è più forte e contemporaneamente in cui il sentimento religioso è più debole. E a un uomo viene imposto di morire tra atroci sofferenze, in ossequio… a che cosa? Non lo so nemmeno dire. Quando sarà possibile affermare con chiarezza e verità che siamo in uno stato laico? Passi avanti ne abbiamo fatti, tanti, ma il cammino è ancora lungo. E il peso politico della Chiesa troppo forte. E tanta parte della sinistra troppo arrendevole. Vorremmo non avere bisogno di martiri come Nuvoli. A lui un pensiero di grande rispetto.

  3. 27 Luglio 2007 alle 19:39 | #3

    diritto a non soffrire
    non voglio aggiungere altro

  4. 27 Luglio 2007 alle 20:39 | #4

    Gran rispetto e dolore, per questa storia, ma il film (l’ho visto) una cosa noiosa, con una sopravvalutata del cinema, la Neri. Non so come fai a legarlo a questa vicenda! Mah!

  5. 27 Luglio 2007 alle 21:06 | #5

    per il semplice fatto che giannini nel film si è lasciato morire.

  6. 28 Luglio 2007 alle 09:41 | #6

    Concordo pienamente le parole di angela… ogni singola parola!
    Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!

  7. 28 Luglio 2007 alle 15:07 | #7

    la chiesa potrà fargli il funerale. crudeli e vigliacchi

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