Dall’ipod al lucchetto


moccia.jpg

La moda è iniziata dopo l’uscita di un libro, tre metri sopra al cielo di Federico Moccia, e di un film, ho voglia di te, uscito qualche mese fa al cinema. Parlo dell’ormai consuetudine delle giovani coppiette di fissare un lucchetto sopra i lampioni di un ponte per poi buttare la chiave in acqua a prova di un amore eterno. Un gesto che sorprende in un’epoca nella quale i giovani sono parte della cosiddetta ipod generation e nella quale la tecnologia viene prima di tutto. La moda dei lucchetti dell’amore dilaga in tutta Italia. Di solito i libri suggeriscono nobili idee per cambiare il mondo, invece Federico Moccia fornisce lo spunto per un comportamento giovanile di massa che i più giudicano stupido. Difficile spiegare il successo dei libri di Moccia, ma è ancora più difficile capire lo straripante fenomeno dei lucchetti dell’amore. È strano che oggi due ragazzi sentano il bisogno di giurarsi amore eterno con un gesto così poco tecnologico. Più volte i sociologi si sono mostrati preoccupati perché al tempo di internet e dei telefonini, i rapporti fra i giovani rischiano di trasformarsi in un legame virtuale, in contatti irreali, rischiano di alimentare una sorte di seconda vita che ha perso ogni dimensione affettiva. E invece, alla faccia di internet, esplode la moda del giurarsi amore tramite un negozio di ferramenta, e i lampioni di un ponte rischiano di crollare sotto il peso della ferraglia. Forse non ci siamo accorti che siamo ancora fermi alla catena, alla generazione del lucchetto descritta da Federico Moccia ed esaltata da Walter Veltroni.

22 Risposte to “Dall’ipod al lucchetto”

  1. Quello che io trovo raccapricciante è l’immagine del lucchetto inteso come simbolo d’amore.
    L’Ucciardone rischia di diventare un posto romantico.

    (è brutto in negativo, se proprio non ti piace il bianco come sfondo, scontorna la vignetta su un fondo grigio)

  2. Schiacchiato da troppi lucchetti dell’amore crolla il romantico lampione di Ponte Milvio.

    Ci hanno guadagnato solo i negozi di ferramenta ed ovviamente Moccia che ha incrementato le vendite dei suoi libri.

    Oltre ad essere inutili le opere di Moccia stanno diventando veicolo di uno dei peggiori casi di vandalismo collettivo degli ultimi decenni.
    Da tali insignificanti libercoli, infatti stanno prendendo spunto centinaia di epigoni che ne imitano l’episodio della catena con lucchetto appesa al lampione di Ponte Milvio. Ma ormai le catene sono migliaia e hanno letteralmente deturpato il più antico e glorioso ponte romano; fermiamo i viziati e semi-analfabeti lettori dei libri di Moccia!
    Salviamo Ponte Milvio!
    Basta con i Mocciosi.

    SINDACO VELTRONI, PER PIACERE, NON ASSECONDI QUESTE PUTTANATE!

    Ne avevo già parlato sul mio blog…

    qui …

    http://mianonnaincarriola.splinder.com/post/11766246/I+lucchetti+dell%27amore

    Sei arrivato 2 ;-)

  3. non volendo giudicare l’estetica del gesto ma solo analizzarlo, ne scaturisce l’alquanto banale constatazione che in una società in cui i riti di passaggio vanno dissolvendosi e i simboli lasciano più spesso posto ai significati e ad oggetti consumabili, il lucchetto rappresenta un palese e fortemente fisico simbolo di legame. Perché i ponti, mi domando? Ha significato? E’ un modo di esibire in pubblico il rito, di legarsi allo spazio oltre che tra due persone? o solo perché l’ha detto Moccia?
    detto questo, come segno di legame continuo a preferire il brillante da mezzo carato della prozia Caracciolo (non mia), che non cedo nemmeno in caso di divorzio.
    E suggerirei a Moccia di inserire nel prossimo libro dichiarazioni d’amore a colpi di libri intelligenti, per risollevare le tristi sorti dell’editoria di qualità.

  4. quello che trovo romantico, è l’ingenuità dell’adolescenza, il sano amore. ai miei tempi era “il tempo delle mele”, un film sempre attuale per igli adolescenti; ora si chiama “tre metri sopra al cielo” ma il contenuto ed i sentimenti non cambiano.
    W la spensieratessa,e l’ingenuità di quegli anni!!!

  5. Ah belli i tempi quando si era innamorati… :)
    Ho scritto un posto analogo.

  6. Non facciamo “i vecchi” sempre. Già dimenticato la propria adolescenza? I rituali deficienti li abbiamo avuti tutto. Poi come sempre c’erano, quelli più popolari e quelli più “intellettuali”. Di diverso c’è la dilatazione dei media. Io noto un ritorno al tribale, inteso come tribù, gruppo di aggregazione, da parte di questi giovani (però mi si può obiettare, anche prima c’era la comitiva) anche nella simbologia. Però ripeto, ci sono i fenomeni raccontati o “inventati” da Moccia, una sorta di modello per chi non ne ha (!) e poi la realtà. Poveri, tra genitori giouvani e ingombranti o assenti, professori squalificati e senza passione, musica e politica campionata, sesso in vetrina, hanno ben poco da idealizzare :)

    O.T. Antò, chi sei tu, il figlio della Regina… Niente popodimeno pò il Marassi ti disegna. F.to Invidiosssa.

  7. Ah! io il lucchetto non lo metterei manco alla cintura di castità… :P

  8. @raffaele
    lo so che ne hai parlato prima tu maestro… :-)

  9. non voglio fare il VECCHIO Angela ma trovo Moccia nefasto…

    per i libri che scrive
    per i modelli che propone
    per la falsità dei suoi personaggi (sono figurine trasparenti.)

    poi questa del lucchetto è soli imitazione scema

  10. Concordo sul fatto che moccia abbia fatto un successo strepitoso imponendo una prova d’amore alla quale poi i giovani non si sottraggono, ognuno fa i suoi interessi e lui l’ha fatto manipolando queste giovani menti. però lo stesso fanno ipod e tutti gli altri facendoti credere che non puoi fare a meno di una cosa “figa”.

  11. Forse non sai che su internet esiste un sito dove si può virtualmente chiudere il lucchetto d’amore…..!!!!Carmen

  12. @Raffaele, Moccia chi???? Io parlavo dei giovani e delle mode ;)

  13. Oh, mo’ sì che va bene , ottimo scontornato.
    Però ti sei dimenticato il pezzetto tra il braccio destro e la tastiera della macchina per crivere(noi grafici siamo di una pignoleria e un perfezionismo inimaginabili)

  14. Infatti (“per scrivere” ovviamente)

  15. e anche i due piccoli spazietti ai lati del foglio tra la macchina e la bacchetta reggifogli

  16. e anche lo spazio sotto al naso (attento al bavero che è “aperto”)

    Vabbè, mo’ te lo faccio io e te la rispedisco

  17. bellissima!!! :-D complimenti a marassi!

  18. Ne abbiamo parlato più o meno tutti di lucchetti, lampioni e quant’altro, anche se io mi sono risparmiata il post che nulla avrebbe aggiunto al dotto dibattito in corso. Non ho nulla contro i rituali adolescenziali, né contro l’autore in questione. Chi vende molto, spesso è oggetto di snobistico distacco ( traduzione: invidia verde!) ma restano i fatti. Il tempo delle mele non fu un film che resterà nella cinematografia mondiale, ma segnò un’epoca e non è poco. Detto questo mi consento un O.T.: è evidente che tu e mianonnaincariola vi conoscete. Il vostro scambio di commenti sul mio blog mi è risultato criptico, a parte il riferimento alle merchette che non ho gradito affatto. Oggi a Roma è brutto tempo e io sono meteopatica quindi, a costo di apparire acida, ci tengo a mettere in chiaro che leggo molti libri, ma segnalo (a chiunque voglia seguire un consiglio non richiesto) solo quelli che mi sono realmente piaciuti. Agli altri, se proprio ne sento la necessità, invio il mio parere in forma privata. Trattandosi spesso di scrittori esordienti, come me, non hanno bisogno di pubblicità negativa. Se poi questo è un peccato di omissione… chi è senza peccato scagli la prima pietra (frase da non citare mai nel Kurdistan, visti gli ultimi, tragici, assurdi avvenimenti.)
    Laura

  19. @laura
    giornalista dura e pura, rilassati stavo solo scherzando. era solo un commento ironico per la pubblicità ai libri, non intendevo darti della marchettara, per quanto non conosco giornalisti che non lo sono. ma forse mi sbaglio :-) saluti e buona domenica

  20. Oggi sono più rilassata. Ho metabolizzato, ma su questa cosa dei giornalisti marchettari continuo a masticare amaro e cerco di riandare con la mente a tutta la strada fatta fino ad oggi per cercare dove si nasconde la marchetta che magari mi è sfuggita. Sarà che ho trattato politica solo all’inizio (primo articolo nel 94 su tutte le gaffes politiche e non inanellate dal Berlusca agli esordi del suo primo mandato, pubblicato sul Secolo XIX) e poi mi sono occupata di varie ed eventuali, perà ‘sta benedetta marchetta mica la trovo!
    ;-P Laura

  21. Fino a qualche anno fa il ponte era meraviglioso. oggi è ridotto uno schifo. non solo gli orridi lucchetti, ma decine di venditori sistemati alla bene e meglio con i loro lenzuoli sul selciato e soprattutto l’indecenza delle migliaia di scritte deturpanti sui 2 parapetti… che pena . e nessuno fa niente??

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