Agenzia del risentimento
Sarà pure anacronistica ma l’unica opposizione che intendo è quella in trincea. Una lotta dura, aspra, senza quartiere. Così si combatte l’avversario e al contempo si serrano le fila tra i propri nell’attesa di una nuova battaglia. La politica in punta di fioretto, quello scambio vomitevole di convenevoli tra gentiluomini porterà il Pd alla disfatta più totale. D’accordo poco è il tempo ma sufficiente per capire quale sarà l’andazzo. Persino uno sgrammaticato e contraddittorio come Di Pietro balza sugli scudi per l’inconsistenza politica di Veltroni, che sarà bravo oratore e venditore di sogni ma in battaglia è davvero scarso. Tant’è che nel partito gli hanno già scavato il fossato intorno e attendono il momento buono per trombarlo definitivamente. Troppo sarebbe farsi dileggiare ancora da Berlusconi, come stamani alla Camera durante la replica della fiducia. Pacatamente e serenamente Veltroni si faccia da parte e lasci il partito a chi ha voglia di combattere per le piazze e non nei loft dei fighetti. Se si votasse domani Berlusconi rivincerebbe a mani basse, il Pd arretrerebbe sotto al 30% e di Pietro sfonderebbe la soglia del 10%. Nella speranza che il Pd torni a fare politica, m’iscrivo all’agenzia del risentimento. Non mi rallegra la compagnia ma è sempre meglio che fare il portiere di Berlusconi.
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