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Agenzia del risentimento

Sarà pure anacronistica ma l’unica opposizione che intendo è quella in trincea. Una lotta dura, aspra, senza quartiere. Così si combatte l’avversario e al contempo si serrano le fila tra i propri nell’attesa di una nuova battaglia. La politica in punta di fioretto, quello scambio vomitevole di convenevoli tra gentiluomini porterà il Pd alla disfatta più totale. D’accordo poco è il tempo ma sufficiente per capire quale sarà l’andazzo. Persino uno sgrammaticato e contraddittorio come Di Pietro balza sugli scudi per l’inconsistenza politica di Veltroni, che sarà bravo oratore e venditore di sogni ma in battaglia è davvero scarso. Tant’è che nel partito gli hanno già scavato il fossato intorno e attendono il momento buono per trombarlo definitivamente. Troppo sarebbe farsi dileggiare ancora da Berlusconi, come stamani alla Camera durante la replica della fiducia. Pacatamente e serenamente Veltroni si faccia da parte e lasci il partito a chi ha voglia di combattere per le piazze e non nei loft dei fighetti. Se si votasse domani Berlusconi rivincerebbe a mani basse, il Pd arretrerebbe sotto al 30% e di Pietro sfonderebbe la soglia del 10%. Nella speranza che il Pd torni a fare politica, m’iscrivo all’agenzia del risentimento. Non mi rallegra la compagnia ma è sempre meglio che fare il portiere di Berlusconi.

 

La Repubblica contro Travaglio

Grillo attacca i giornali e allora Repubblica attacca il suo dipendente che era salito sul palco del secondo v day a Torino. Son due giorni che Repubblica “mette al muro” Travaglio: D’avanzo ieri con un dura reprimenda, oggi risposta di Travaglio e controreplica di D’Avanzo.

 

Bambine già svezzate

Berlusconi coccola le sue “bambine da svezzare” che ha portato in Parlamento. Anche prima del solenne discorso alla Camera ha trovato il tempo per mandare amorevoli consigli paterni alle bambine con tacco a spillo 120. In un biglietto scrive: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!». E loro, giovani ma ruffiane consumate, rispondono: «Caro…(dolce presidente?) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere…(non si legge)».

 

Far west Ponticelli

Nel far west la gente si faceva giustizia da sola. Proprio come è successo oggi a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, dove un campo rom è stato assaltato a colpi di molotov. 

 

Fazio il pusillanime

Il silenzio dell’opposizione

di Furio Colombo per l’Unità

Travaglio infatti ha citato dal libro suo e di Gomez «Se li conosci li eviti» e dal libro di Gomez e Lirio Abbate (giornalista antimafia sotto scorta) in cui si narrano alcuni episodi della vita dell’avvocato senatore Renato Schifani prima che fosse eletto, dopo la strepitosa vittoria della sua parte, presidente del Senato e dunque seconda carica dello Stato.

È vero, la carica è alta, nobile e chiede rispetto. Questo rispetto ha due facce. La prima riguarda l’Istituzione ed è, come è giusto, solenne e celebrativa. La seconda faccia è quella del cittadino di un Paese democratico il cui status non varia con la carriera. Ha già - come tutti - il pieno diritto sancito dalla Costituzione. E nient’altro.

Nessuno, in democrazia, diventa sacro, speciale o intoccabile per via di una carica. Nessuno può essere denigrato o calunniato, perché lo difende la legge e le pene che può comminare a chi mente e accusa, sia per ragioni private che per disegno politico. Faccio qualche esempio. 

Molti, nel passato americano, hanno sparlato dei Kennedy, John e Bob, quando uno era presidente e l’altro ministro della Giustizia, molti hanno accusato Johnson per la sua stazione radio nel Texas (che alla fine ha dovuto vendere). Che cosa sia accaduto a Nixon a causa della fastidiosa e implacabile libera stampa americana è nei libri di storia. E per quanto secchi molto alla famiglia Bush (senior e junior) sentir dire che il padre, grande sostenitore della guerra nel Vietnam quando in America il servizio militare era ancora obbligatorio, ha mandato il figlio a fare l’aviatore in Texas (mentre 56mila giovani americani morivano tra Hanoi e Saigon), tuttavia la maleducata stampa americana - editoriali inclusi - continua a dirlo. 

Quanto alle seconde cariche dello Stato, tutto il mondo ormai sa - per merito o colpa della screanzata stampa americana, che il vasto conglomerato Halliburton, azienda presieduta dal vice-presidente degli Stati Uniti Cheney fino a un momento prima di giurare alla Casa Bianca, ha vinto miracolosamente tutti (tutti) gli appalti che contano in Iraq compreso il supercontratto che garantisce a Halliburton di gestire la sicurezza in Iraq con decine di migliaia di agenti privati. Interi editoriali del New York Times e del Washington Post hanno indicato, e continuano a indicare (e provare) il filo diretto che lega il numero due degli Stati Uniti agli affari privati. E se quando (sovente) un giornalista ne parla in televisione nessun conduttore di CBS, NBC, ABC, o CNN, chiederebbe o ha chiesto scusa per il libero esercizio della sua attività professionale.

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Colpirne uno per educarne cento

Sdegno bipartisan a tutela di Schifani, paginate contro Travaglio e nemmeno un cane che ha chiesto a Brunetta se si fosse bevuto il cervello.

(via Oscar)

Vincenzo Scotti

La sicurezza è di destra

Gli albergatori sbottano preoccupati: se Maroni decreterà il carcere per i clandestini rischiamo un brusco calo di avventori fedigrafi. Scherzi a parte, la questione della sicurezza è molto più seria. Dalle imbarazzanti frasi della Finocchiaro sul caso Travaglio a quelle scontate sulla sicurezza. Il centrosinistra torna a mostrare il suo lato debole, continuando a non capire il dato elettorale. D’accordo, le misure prospettate dal ministro padano sono molto dure, forse anticostituzionali e un po’ xenofobe, ma è quello che la gente chiede. La maggioranza degli italiani - anche di sinistra - ha da tempo lanciato il grido di allarme raccolto e fatto proprio solo dal centrodestra. Se il centrosinistra si ostina su certe posizioni vuol dire che è fuori dal sentire comune, e quindi non merita di governare questo paese.

 

L’impavido Travaglio

Che tempo che fa? Prevedo precipitazioni temporalesche su Marco Travaglio e i suoi accoliti. Nubi cumiliformi provenienti anche dal versante di sinistra